Folla e commozione ai funerali di Maurizio Cerrato, il 61enne di Torre Annunziata morto ammazzato con una coltellata al petto lunedì 19 aprile mentre tentava di difendere la figlia che aveva parcheggiato la propria auto in uno spazio occupato arbitrariamente con una sedia da una famiglia residente in IV Novembre.

Numerose le persone presenti sia all’interno (nel rispetto delle norme anti-covd) che all’esterno della chiesa Spirito Santo di corso Vittorio Emanuele III nel giorno dove è stato proclamato lutto cittadino nella cittadina torrese. La cerimonia funebre è stata celebrata dal vescovo di Napoli Mimmo Battaglia che ha rivolto un appello contro l’omertà, che ha contrassegnato le indagini di carabinieri e procura, citando Martin Luther King: “Non ho paura della cattiveria dei malvagi ma del silenzio degli onesti. La mafia – ha aggiunto – si annida nell’omertà e nell’indifferenza che uccidono. Dobbiamo rendere conto dei nostri silenzi al Tribunale di Dio”.

Tania Sorrentino, moglie di Cerrato, e le figlie Maria Adriana, 20 anni, e Andre Sveva, appena 7 anni, hanno scritto un ultimo messaggio sul manifesto funebre, affisso in più punti della città di Torre Annunziata. ”Come è possibile che una sola pugnalata abbia trafitto quattro cuori‘. Che il silenzio delle persone che si sono voltate da un’altra parte, abbia reso queste ferite non rimarginabili. Il dolore che ci porteremo dentro tutta la vita sarà alleviato solo dal ricordo del tuo amore immenso’. Cercheremo – si legge – in ogni sguardo la luce dei tuoi occhi, in ogni sorriso la gioia del tuo cuore, in ogni gesto il tuo essere. Dacci la forza di continuare a vivere senza te e accompagna il nostro cammino sempre. Mostraci i tuoi occhi quando ci sentiremo perse e senza alcun dubbio ritrovare la retta via. Ci mancherai sempre, ‘grande eroe’. Ti amiamo”.

 

 

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.