Lady Diana con Freddie Mercury in un locale gay di Londra. La Principessa e The Queen. La prima, per ovvi motivi, costretta a travestirsi per non farsi riconoscere: da uomo. Un aneddoto incredibile. Che sembra più roba da fiction che realtà. E invece nella quarta stagione della serie Netflix The Crown dell’episodio non c’è traccia. La storia indimenticabile è invece confermata da libri e altre testimonianze. Altro che film.

L’episodio, stando a quanto ricostruito, risale ai tempi del Live Aid. Quindi 1985. I Queen sono delle star mondiali. L’ultimo album The Works è dell’anno prima. Dentro ci sono inni immortali, replicabili soltanto negli stadi, come Radio Ga Ga e I Want to Break Free. L’esibizione della band, a Wembley, in occasione del concerto di beneficenza all-star organizzato da Bob Geldof, entra nella storia della musica pop.

Diana Spencer è la principessa di Galles dal 1981.  È madre di William, nato l’anno dopo, e di Henry detto Harry, nato nel 1984. È una delle persone più famose del mondo. Costantemente circondata dai media. Il TIME nel 1987 la eleggerà Women of the Year. E pare che tra lei e il leader dei Queen ci fosse una vera e propria amicizia. Tanto che una sera, dopo aver passato ore a bere champagne insieme, decidono di uscire. L’aneddoto è stato raccontato dall’attore Cleo Ross nella sua autobiografia, pubblicata nel 2013, The Power of Positive Drinking – titolo esaustivo. Il gruppetto è composto da una quarta persona: il comico Kenny Everett. Del Principe Carlo nessuna traccia, a quanto pare.

Si va, dunque. Si esce a Londra Sud. Precisamente al celebre gay bar Royal Vaxhaull Tavern. Prima di andare però, c’è da camuffarsi. Lady D, ovviamente, deve in qualche modo nascondersi. E quindi: berretto da baseball, occhiali da sole e bomber militare. Un travestimento riuscitissimo, a quanto pare, per la principessa. La vicenda è stata raccontata anche da Urban Myths, una serie prodotta da Sky Arts Uk, dedicata a grandi personaggi storici, e che non tralascia pettegolezzi o dicerie. Dell’episodio non c’è traccia neanche nel film dedicato al leader dei Queen, Bohemian Rhapsody, il biopic di più grande successo nella storia del cinema, vincitore di due Oscar: al protagonista (Rami Malek) e montaggio (John Ottman). La serata di Mercury e Lady D al Tavern è comunque entrata nella leggenda. Come i suoi due protagonisti – scomparsi tragicamente il primo per AIDS nel 1994, la seconda in un incidente stradale che sconvolse il mondo nel 1997 – che continuano a essere dei simboli, molto probabilmente immortali, del Regno Unito.

Antonio Lamorte