Le riaperture, e “non i sottosegretari”, al centro dell’incontro a Palazzo Chigi tra le forze di maggioranza. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha parlato con  il presidente del Consiglio Mario Draghi per ribadirgli la sua posizione sulla ripartenza del Paese: “Per quel che mi riguarda – ha detto – palestre, impianti sportivi, oratori, istituti culturali, possono tornare a operare garantendo salute e distanza. E chi non può operare deve essere rimborsato istantaneamente”.

Salvini si è schierato anche contro le chiusure generalizzate, specificando di preferire i lockdown locali in caso di emergenze circoscritte: “Noi siamo per la tutela della salute, ma con interventi mirati e in questo c’è sintonia con il presidente Draghi e son contento. Se c’è un problema in quella zona, in quella provincia, come ad esempio a Brescia, intervieni in provincia di Brescia, non è che fai il lockdown nazionale da Bolzano a Catania”.

Il leader del Carroccio si dice tranquillo sull’approccio del nuovo presidente del Consiglio alle limitazioni, giudicate troppo stringenti quando a Palazzo Chigi c’era Giuseppe Conte: “Penso che ci sia voglia di cambiamento anche da questo punto di vista. Certo attenzione, cautela, se ci sono terapie intensive occupate non si scherza con la salute della gente. Però alcune norme di buon senso, quelle sui ristoranti ad esempio mi sembrano palesi: se sono sicuri a pranzo, allora lo sono anche a cena”. Anche realtà “più controllate” come palestre e teatri vengono menzionate nell’elenco delle attività che potrebbero riaprire.

Sulla ristorazione gli ha fatto eco il ministro delle Politiche agricole in quota Movimento 5 Stelle Stefano Patuanelli, intervenuto al Consiglio nazionale della Coldiretti. Via streaming, ha annunciato che “attraverso il Comitato tecnico scientifico del ministero della Salute, stiamo lavorando a protocollo per consentire alla ristorazione la ripartenza”. Questo anche alla luce di comparti fornitori, “come quello del vino”, che al momento si trovano in una situazione di “grande sofferenza”.

Anche il governatore dell’Emilia Romagna, il democratico Stefano Bonaccini, vede di buon occhio un allentamento delle misure nei confronti dei ristoratori: “Nelle città dove le cose vanno meglio – ha spiegato – e laddove i rischi sono minori, potrebbero ad esempio aprire anche la sera”.