Giustizia e informazione
Lettera a Mattarella. L’appello radicale contro il bavaglio alla libertà di stampa
Signor Presidente della Repubblica,
ci permettiamo di rivolgerci a Lei per richiamare l’attenzione su un tema che investe direttamente la tenuta democratica del Paese: l’uso crescente e distorto delle cosiddette querele intimidatorie (SLAPP), strumenti sempre più utilizzati non per tutelare diritti lesi, ma per esercitare pressione e silenziare il lavoro giornalistico.
Negli ultimi anni, questo fenomeno ha assunto dimensioni tali da configurare un vero e proprio squilibrio tra poteri: da un lato chi dispone di risorse economiche e strumenti legali, dall’altro chi svolge una funzione essenziale di controllo e informazione nell’interesse pubblico. In questo contesto, anche azioni giudiziarie destinate a rivelarsi infondate producono effetti concreti di intimidazione, incidendo sulla libertà editoriale e alimentando forme di autocensura. Non può, inoltre, passare inosservato quanto sta accadendo a testate come l’Unità e il Riformista, sempre più esposte a dinamiche che rischiano di comprimere non solo l’autonomia delle redazioni, ma il pluralismo stesso del dibattito pubblico. Non si tratta di episodi isolati, bensì di segnali di un clima che tende a restringere gli spazi del confronto democratico.
In questo quadro, appare evidente come la libertà di espressione e di stampa, sancita dall’articolo 21 della Costituzione, rischi di essere svuotata nella sua effettività se non accompagnata da strumenti adeguati di tutela. Quando il diritto di cronaca viene ostacolato attraverso l’abuso del contenzioso, viene colpito non solo chi informa, ma l’intera collettività.
Per queste ragioni, riteniamo non più rinviabile un intervento normativo chiaro e incisivo che dia piena attuazione alle direttive europee in materia di contrasto alle SLAPP. È necessario introdurre meccanismi che scoraggino l’uso strumentale della giustizia, come il rigetto tempestivo delle azioni manifestamente infondate e l’applicazione di sanzioni effettive nei confronti di chi promuove cause temerarie. Si tratta di una scelta che chiama in causa la responsabilità della politica nel suo complesso e la capacità delle istituzioni di garantire un equilibrio tra diritti, evitando che strumenti legittimi vengano piegati a finalità di intimidazione.
Confidiamo, pertanto, nel Suo alto ruolo di garante dei principi costituzionali affinché voglia richiamare con autorevolezza l’attenzione delle istituzioni su questa urgenza e favorire un’assunzione di responsabilità condivisa. La difesa della libertà di stampa non può essere terreno di divisione, ma deve rappresentare un impegno comune a tutela della democrazia. La ringraziamo per l’attenzione e Le porgiamo i nostri più rispettosi saluti.
Maurizio Turco, Segretario del Partito Radicale
Irene Testa, Tesoriere del Partito Radicale
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