Libertà di stampa
Querele temerarie, come funziona lo scudo della Direttiva europea anti-SLAPP
I contenziosi sono definiti in Europa cause SLAPP (Strategic Lawsuits Against Public Participation), ovvero “querele temerarie”. Sono azioni legali promosse per intimidire e zittire le voci critiche attraverso il ricatto economico. Insomma sono un concretissimo e violento strumento di minaccia contro la libertà di stampa. Si parta dall’adozione della Direttiva europea anti-SLAPP del 2024, che costruisce un vero e proprio “scudo” per bloccare le “querele temerarie” sul nascere, e punire chi le usa come manganello per strangolare la stampa.
Questi i punti della direttiva, in sintesi:
Archiviazione rapida: dà ai giudici il potere di respingere in tempi brevissimi le cause manifestamente infondate, senza che il processo venga trascinato per anni, e ribaltando l’onere della prova: è chi querela a dover dimostrare al giudice che la sua azione non è pretestuosa.
Condanna totale alle spese: se la causa viene identificata e archiviata come SLAPP, chi ha sporto la querela temeraria è obbligato a pagare per intero tutte le spese processuali e legali sostenute dal giornalista o dall’editore.
Sanzioni dissuasive: oltre al risarcimento delle spese, i tribunali possono infliggere multe dirette a chi promuove la querela temeraria, con il preciso scopo di scoraggiare il ricorso a questa pratica.
Risarcimento dei danni per la vittima: chi subisce la querela temeraria (l’editore o il giornalista) ha diritto a chiedere e ottenere il risarcimento per i danni materiali e immateriali subiti a causa della procedura giudiziaria abusiva.
Misure di supporto: gli Stati devono garantire a chi è bersaglio di cause SLAPP l’accesso a un’assistenza legale, finanziaria e psicologica adeguata.
Scudo contro le sentenze estere: i tribunali dei Paesi UE possono rifiutarsi di riconoscere e applicare sentenze di condanna emesse in Paesi extra-europei se queste derivano da cause classificabili come querele temerarie.
Il governo italiano intende procedere nel recepimento di questa direttiva europea? La magistratura, gli editori tutti, l’Ordine dei giornalisti, i sindacati della stampa vogliono unirsi a questa battaglia di civiltà?
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