Gaetano Aronica finisce agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Il consigliere comunale di Licata, eletto nella lista della Lega, aveva sparato quattro colpi di pistola mercoledì sera contro il suo ex socio in affari, fortunatamente colpendola in maniera non grave ad un braccio.

Aronica, 48 anni, si era quindi presentato spontaneamente con il suo avvocato nella caserma dei carabinieri, ammettendo di aver sparato al socio Giuseppe Caico per gravi divergenze sulla gestione della ditta di onoranze funebri e facendo anche ritrovare l’arma detenuta illegalmente con cui aveva ferito il socio in affari.

La collaborazione con le forze dell’ordine però non è bastata a garantirgli lo ‘status’ di indagato in stato di libertà: oggi infatti il gip di Agrigento Stefano Zammuto ha emesso l’ordinanza con cui si dispongono gli arresti domiciliari, come chiesto dalla procura diretta da Luigi Patronaggio. Aronica, 48 anni, è accusato di tentato omicidio, porto e detenzione di arma clandestina e ricettazione.

Il gip scrive senza mezzi termini nell’ordinanza che Licata “ha posto in essere atti idonei e univocamente diretti a cagionare la morte di Giuseppe Caico”, in particolare un proiettile sparato da distanza ravvicinata “ha attinto per fortuna, solo il braccio di Caico, ma ben avrebbe potuto attingere organi vitali”.

Ma la parte più controversa dell’ordinanza arriva quando il gip scrive che “si ravvisa il concreto a attuale pericolo che Gaetano Aronica, ove non adeguatamente contenuto commetta altri reati della stesse specie per cui si procede“. Un pericolo che il Gip desume “dalle circostanze e dalle modalità dei fatti addebitatigli, oltre che dall’urgenza e della cogenza psicologica che lo agita, essendo in preda a un’autentica ossessione verso i contraddittori, i suoi soci, fratello compreso”.

I due ex soci da circa un anno e mezzo avevano forti contrasti per la spartizione delle quote societarie dell’attività di onoranze funebri. “Mi aveva provocato, vantandosi di essere riuscito a sottrarmi pure un magazzino, non volevo ucciderlo”, avrebbe riferito nella sua ‘confessione’ in caserma Aronica dopo aver sparato a Caico.

Quanto alla sua militanza tra le fila del Carroccio, il consigliere comunale di Licata ha dichiarato di non essere leghista, non è iscritto al partito e non ha mai avuto incarichi nel Carroccio. Quanto a Caico, è stato medicato all’ospedale di Licata e i medici gli hanno diagnosticato una prognosi di 20 giorni.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.