Gli Stati Uniti starebbero indagando sull’origine in laboratorio del coronavirus. A rivelarlo è la Cnn che cita varie fonti tra le quali l’intelligence americana. L’ipotesi, che può suonare come complottista, arriva dopo alcuni interventi simili su altre testate di autorevolezza internazionale e dopo alcune dichiarazioni possibiliste dell’intelligence americana.

Le indagini sul Covid-19 – la cui genesi è sempre stata ricondotta allo spillover, il salto di specie da animale a essere umano, nei wet market di Wuhan – potrebbero portare a un laboratorio della città cinese focolaio del contagio. Il quale da questa si sarebbe esteso a tutto il mondo fino a diventare una pandemia che ha fatto oltre 142mila vittime secondo la Johns Hopkins University. Gli 007 americani, secondo altre fonti citate da Cnn, non sono ancora in grado di confermare la teoria ma le indagini stanno procedendo. E ipotizzano un incidente, una negligenza commessa in un laboratorio che ha dato il via al contagio.

Sullo stesso tema si era espresso, con la stessa cautela, il Capo di Stato Maggiore Mark Milley, in un incontro con i media. E due interventi sul Washington Post avevano raccontato di due cablo di diplomatici che riportavano due situazioni a rischio, per negligenza e condizioni lavorative, in due diversi laboratori di Wuhan. Si tratta però di ipotesi che non lasciano spazio alla teoria dell’arma batteriologica, ma solo all’eventuale e, assolutamente non confermato, errore in laboratorio.

Sicuramente l’indiscrezione si inserisce nel filone che ha già creato tensioni tra Washington e Pechino sul coronavirus. Il presidente americano Donald Trump si è spesso riferito al Covid-19 come al virus cinese e un rapporto dei servizi segreti consegnato alla Casa Bianca riportava come la Cina avesse trasfigurato i dati sull’epidemia. Solo ieri un’inchiesta dell’Associated Press attribuita a Pechino un presunto ritardo nel rendere nota l’emergenza pubblicamente.