Il cantiere del centro
L’operazione Cateno De Luca e i cento sindaci: la rete civica che punta a superare lo sbarramento
Il civismo non è più soltanto un serbatoio elettorale a cui attingere alla vigilia del voto. Destra, centro e sinistra stanno cercando di attrezzarlo, organizzarlo e trasformarlo in una forza capace di pesare sulle prossime elezioni politiche. È in questo scenario che si è inserito l’appuntamento di ieri a Roma con Civiltà Socialista, la testata centrista, riformista, europeista e garantista diretta da Fabrizio Cicchitto e Umberto Ranieri, che hanno affrontato, già come titolo, Due nodi fondamentali: la geopolitica e la giustizia.
Attorno al tavolo ritroviamo esponenti di Forza Italia, Azione, area europeista, informazione, diplomazia e cultura riformista. Troviamo Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato, Enrico Costa, capogruppo alla Camera, Ettore Rosato, vicesegretario di Azione, Piercamillo Falasca, segretario di Europeisti.eu, Alessandro Barbano, direttore di Nord Est Multimedia, e Sergio Pizzolante, direttore editoriale di Civiltà Socialista. Con loro Gian Domenico Caiazza, Umberto Guerini, Francesco Verderami, Pier Francesco Zazo e Stefano Parisi. Introduce Cicchitto, presiede Ranieri. Un pezzo significativo del mondo riformista prova a interrogarsi su due questioni che definiscono oggi il profilo di una forza politica: la collocazione internazionale dell’Italia e la giustizia. Tra i civici di centro avrebbe dovuto sedere Cateno De Luca. Che invece ha scelto il centrodestra. Oggi all’Hotel Montecitorio, con Sud chiama Nord, il leader siciliano dovrebbe rendere note le prossime mosse in vista delle politiche. De Luca lavora a una lista che viene accreditata attorno all’1,5 per cento e punta ad allargare il proprio raggio d’azione oltre la Sicilia. La carta da giocare è quella dei sindaci e degli amministratori locali. Da qui l’interlocuzione con Sindaci d’Italia, il movimento nato il 4 ottobre ad Assisi e che, secondo i promotori, raccoglie già circa cento amministratori ed ex amministratori.
Tra i nomi che circolano Carlo Bottani, presidente della Provincia di Mantova, mentre al Sud il riferimento è anche Paolo Amenta, presidente di Anci Sicilia, di provenienza Pd. Nelle ultime ore De Luca ha parlato di «sedute spiritiche» per descrivere le interlocuzioni romane. L’appuntamento di oggi potrebbe chiarire tempi e contenuti dell’operazione. Il disegno è evidente: costruire una rete nazionale del civismo, pescando trasversalmente nei territori e negli schieramenti. Una dinamica che interessa anche il centro, dove la ricerca di una rappresentanza autonoma passa sempre più attraverso amministratori, sindaci e figure non immediatamente riconducibili alle nomenclature dei partiti. De Luca ha dichiarato di puntare al 3 per cento. La costruzione di una rete più ampia di amministratori potrebbe diventare lo strumento per avvicinare quell’obiettivo.
C’è poi un altro terreno sul quale i centristi si giocano una partita: quello digitale. Dopo l’attacco ai server russi di Yandex, l’attività automatizzata riconducibile alla rete russa avrebbe subito un forte calo. Nelle timeline di alcuni centristi sembrano essersi rarefatti anche gli account più aggressivi, quelli che prendono abitualmente di mira Carlo Calenda, Pina Picierno e Luigi Marattin. Il nesso non è dimostrato. Ma la coincidenza è curiosa. Per qualche ora, raccontano gli utenti, meno insulti seriali e più conversazioni: domande, risposte, osservazioni non ostili. Un piccolo assaggio di come potrebbe essere la rete senza l’inquinamento artificiale dei bot: meno rumore, più politica; meno rissa, più confronto. Per il 7 novembre Europeisti.eu e Azione preparano una grande iniziativa nazionale a Bologna, Fuori dal Rumore, proprio per evidenziare l’urgenza di proteggere il perimetro cognitivo europeo dagli attacchi e metterlo al riparo dal costante tentativo russo di influenzare l’opinione pubblica e infine l’esito elettorale.
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