Con l’Italia focolaio del contagio nel continente e gli altri paesi alle prese con un’emergenza via via crescente, da più parti si leva la protesta di chi sostiene che, in un momento drammatico, l’Unione europea non ha fatto abbastanza.

Eppure, in un’indiscrezione pubblicata oggi su Il Foglio, si legge che la Commissione europea aveva chiesto già il 31 gennaio, in un’audio conferenza, all’Italia e agli altri Paesi se avessero sufficienti forniture di di mascherine e altro materiale protettivo. Né l’Italia né altri, fatta eccezione per quattro Paesi che hanno indicato una potenziale necessità di dispositivi, hanno richiesto sostegno per ottenere contromisure addizionali”.
Del resto, il nostro Paese non avrebbe potuto avanzare richieste perché assente alla riunione sul tema.

I diplomatici italiani si difendono sostenendo di non aver ricevuto l’invito che, dalla Commissione, confermano di aver inviato. Come il nostro Paese, anche altri membri della Ue hanno ignorato la pianificazione della Commissione tanto che gli appalti comuni per dispositivi di protezione individuale e ventilatori sono partiti in ritardo.