Non si sono lasciate attendere le repliche di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, rispettivamente leader di Lega e Fratelli d’Italia, dopo le accuse di diffondere “falsità e menzogne”  lanciate dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso della conferenza stampa di questa sera a palazzo Chigi.

“Usare la tivù di Stato per dire falsità e fare un comizio contro Salvini e contro le opposizioni è roba da regime, roba da Unione Sovietica” dice Salvini. “Perché non hanno bloccato il Mes? Perché il Pd vuole la tassa patrimoniale? Perché i 5Stelle vogliono ancora bloccare la Tav? Perché Leu vuole tassare la casa e i risparmi degli italiani? Dov’è la cassa integrazione promessa? Quando arrivano davvero i soldi? Che fine ha fatto il blocco dei mutui per chi è in difficoltà? Cosa fanno per aiutare chi non ce la fa a pagare affitti, rate e bollette? Perché non aiutano davvero partite IVA e autonomi? Quando arriveranno i soldi promessi alle imprese? Sempre #colpadisalvini??? Altro che ‘collaborazione’, che delusione signor Conte”, conclude.

Dure anche le parole di Giorgia Meloni: “È facile per il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte fare il bullo con la televisione di Stato, però mi chiedo anche se sia normale in una democrazia come la nostra, mi chiedo se sia normale che il presidente del Consiglio Conte convochi una conferenza stampa per fingere di dover raccontare dei nuovi provvedimenti presi dal governo e poi di fatto la utilizzi per parlare male dell’opposizione, e per accusarla di menzogne, ovviamente senza possibilità di replica e senza contradditorio. Mi aspetto di avere la possibilità attraverso la Rai di parlare allo stesso numero di cittadini, nella stessa fascia oraria, per spiegare il mio punto di vista. E mi chiedo cosa ne pensi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Perché va bene essere vicini alla Cina ma qui siamo un po’ più vicini alla Corea del Nord”.

La leader di Fratelli d’Italia aggiunge: “Presidente Conte, nel 2012 al Governo non c’ero io, c’era Monti. Non è bello usare la televisione di Stato per diffondere fake news”.

Polemiche arrivano anche da Enrico Mentana, direttore del Tg di La7, che durante la diretta ha così commentato l’accaduto: “Se l’avessimo saputo, non avremmo mandato in onda quella parte della conferenza stampa”.