Orban lascia dopo sedici anni da primo ministro con buona pace di Putin e Trump. L’Ungheria volta pagina con oltre il 77% di votanti, sceglie l’Europa e l’avvocato 45 Peter Magyar che con il suo partito Tisza – dal Tibisco, il fiume che attraversa la vasta pianura ungherese – conquista quasi il 54% dei consensi ottenendo la supermaggioranza, ovvero due terzi dei seggi in Parlamento su 199 totali. Sono 138 gli esponenti eletti nel suo partito, appena 55 invece quelli di Fidesz di Viktor Orban che si ferma al 37.7% dei consensi mentre all’ultradestra, Mi Hazank (Nostra Patria), va il 5,9% e sei seggi.

A vincere non è stata, tuttavia, una formazione di centrosinistra se si considera la formazione del neo primo ministro Magyar, cresciuto dentro l’élite magiara studiando legge all’Università cattolica di Budapest, una delle fucine del conservatorismo. Credente ed ex membro del partito di Orban, Magyar nel 2024 fonda il suo Tisza e dopo pochi mesi, alle Europee, sfiora il 30% dei consensi. La vittoria di domenica 12 aprile gli consegna il futuro di un Paese che dovrà tornare, ha scandito alla vigilia dell’ora decisiva, “uno Stato di diritto democratico”.

A ribadirlo la stessa Ilaria Salis che in Ungheria è stata in carcere per lungo tempo. L’eurodeputata di Avs nella foto postata su X mentre mostra il cartello con su scritto “Goodbye forever Mr.Orban”. E aggiunge: “Non una vittoria della sinistra, ma almeno una pesantissima sconfitta dell’estrema destra globale e – speriamo – la fine del regime. L’Ungheria e l’Europa saranno posti migliori senza Orban. Spiace per Meloni e Salvini. A mai più rivederci”. Per Elly Schlein, segretario del Pd, “il tempo dei sovranismi e delle destre sovraniste è finito. Hanno vinto la libertà, la democrazia e la voglia d’Europa. Ha perso Orban e con lui ha perso Trump, e hanno perso Meloni e Salvini con i loro imbarazzanti video di supporto a Orban e alla sua autocrazia. É una bellissima notizia quella che arriva dall’Ungheria”. La premier Giorgia Meloni riconosce la “vittoria chiara” di Magyar con cui si dice pronta a “collaborare“. Ma allo stesso tempo ringrazia Victor Orban, “il mio amico” come lo definisce senza esitazione, che, ne è sicura, “continuerà a servire la sua nazione dall’opposizione.

Dopo sedici anni di potere e violazioni, Orbán ha ammesso la sconfitta: “Il risultato elettorale è doloroso per noi, ma comprensibile. Mi sono congratulato con il partito Tisza”, ha dichiarato Orbán domenica sera a Budapest, aggiungendo che, pur passando all’opposizione, continuerà a servire il Paese. Per il leader ungherese non si tratta della prima esperienza all’opposizione: già nel 2002 aveva perso le elezioni dopo un primo mandato, tornando poi al potere nel 2010. Per Magyar è momento storico per il Paese: “L’Ungheria ha fatto la storia. Abbiamo ricevuto l’autorità per costruire una patria funzionale e umana per tutti gli ungheresi”.

Chi è Peter Magyar

Classe 1981, nel suo passato vanta una militanza proprio nel partito di Orban. Fino al 2023 Magyar è stato sposato con Judit Varga, ex ministra della Giustizia e figura chiave di Fidesz. La svolta è arrivata nel febbraio del 2024, quando ha deciso di rompere, diventando rapidamente il volto principale dell’opposizione. Da quel momento Magyar si è unito al piccolo partito Tisza portandolo ad essere la seconda forza del panorama politico ungherese alle ultime elezioni europee dove ha deciso poi di aderire al Partito popolare europeo.

 

Redazione

Autore