Dopo giorni di silenzio arriva una prima presa di posizione ufficiale da parte dell’Onu sulla drammatica morte di Mario Paciolla, il cooperante napoletano trovato morto in Colombia in circostanze ancora da chiarire. In un primo momento si era pensato al suicidio, ma sono troppe le incongruenze che hanno spinto da subito la famiglia, gli amici e i colleghi a credere che non fosse affatto così. Sono partite le indagini e con esse anche l’inchiesta giornalistica di Claudia Julieta Duque, giornalista amica di Paciolla, per il giornale colombiano El Espectador. In alcuni articoli Duque allude allo strano silenzio dell’Onu sulla vicenda che coinvolge un proprio cooperante e a strani atteggiamenti dell’organizzazione nella gestione delle ore successive al ritrovamento del cadavere di Mario. Tra tutti la decisione di autorizzare le proprie unità di controllo a recuperare dall’appartamento di Mario tutti i suoi effetti personali. Raccolta che di fatto avrebbe invalidato la scena del delitto per altre eventuali indagini.

“Riaffermiamo che le Nazioni Unite stanno cooperando pienamente con le autorità colombiane responsabili di determinare con certezza la causa della morte – c’è scritto in una nota –  La missione di verifica, con tutto il sostegno necessario del quartier generale delle Nazioni Unite, ha risposto a tutte le richieste di assistenza. Ciò ha incluso la revoca delle immunità per consentire interrogatori con i colleghi del sig. Paciolla e facilitando tutte le richieste di revisione degli effetti personali e delle attrezzature di lavoro nell’ambito dell’indagine. Siamo stati anche in stretta comunicazione con il governo italiano, attraverso la sua ambasciata a Bogotà e la sua rappresentanza alle Nazioni Unite a New York. Ci siamo coordinati su questioni tra cui il trasferimento discreto dei resti del sig. Paciolla in Italia come da desiderio della famiglia e la consegna dei suoi effetti personali. Le Nazioni Unite hanno inoltre assicurato al governo italiano la cooperazione delle Nazioni Unite con le richieste derivanti da indagini che potrebbero essere intraprese dalle autorità italiane”.

L’Onu ha poi respinto ogni possibilità di commento sul caso o dei dettagli che sono emersi finora per non compromettere le indagini, ritenendoli inoltre delle speculazioni. “È attraverso questa cooperazione con le relative indagini che le Nazioni Unite possono contribuire al meglio a ciò che tutti gli interessati desiderano vedere, che le circostanze della morte di Mario Paciolla siano pienamente chiarite. In attesa dei risultati di tali indagini e collaborando pienamente con esse, non intendiamo commentare i dettagli del caso o speculare sull’esito delle indagini in quanto sarebbe inappropriato farlo”.