Giornalismo
Mario Sechi licenziato da Libero: “Sono ottimista e non mi spaventa la disoccupazione, il mondo è pieno di opportunità”
Libero si libera del suo direttore Mario Sechi. È lo stesso giornalista a rivelare la decisione di rimuoverlo dalla guida del quotidiano per mano dell’editore Antonio Angelucci, con un duro post sui social: «Angelucci mi ha licenziato – ha scritto l’ormai ex direttore –. Lo ha fatto nel momento in cui sono finito sotto scorta, minacciato di morte dai terroristi anarco-insurrezionalisti». Pochi minuti prima, lo stesso Sechi aveva fatto un altro post più criptico in cui aveva semplicemente scritto: «Libero». A Sechi era stata appena assegnata la protezione di una scorta dalla questura di Milano. La tutela è scattata dopo una serie di minacce di morte ricevute dall’ambiente anarco-insurrezionalista. Le minacce a Sechi erano arrivate dopo alcuni editoriali scritti sui due anarchici Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, entrambi morti in una casa abbandonata nel Parco degli Acquedotti di Roma mentre preparavano una bomba.
Il commento di Sechi nel suo editoriale di questa mattina
Nel suo editoriale di questa mattina “Due parole sul mio addio a Libero” Mario Sechi apre con una domanda, “Che cosa è la libertà di stampa?”, trovando subito risposta: “C’è un altro aspetto che tutti dimenticano, il rapporto con l’editore, a cui spesso bisogna rispondere con le cose che non vorrebbe sentirsi dire. Angelucci mi ha assunto tre anni fa e ieri ha ordinato il mio licenziamento, i rapporti si esauriscono, non penso affatto che questo sia il problema. Bisogna solo vedere come si arriva alla fine della storia, questa termina nel peggiore dei modi per quel bene prezioso che si chiama libertà di stampa. Sono finito nel mirino dei terroristi anarchici, è gente spietata che spara e confeziona bombe, sono sotto scorta per una minaccia diretta non per una chiacchiera sui social media. E nel giorno in cui il presidente della Repubblica mi ha manifestato la sua solidarietà, sono stato licenziato. Il giornalismo misura la qualità di una democrazia e chi lo svilisce è un suo nemico (…). Sono ottimista e non mi spaventa affatto la disoccupazione, il mondo è pieno di opportunità. Voglio ringraziare i lettori che mi sono stati vicini e tutti i colleghi che in questi tre anni hanno lavorato al mio fianco. Libero mi ha dato tanto, ma si è preso troppo”.
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