“Lunedì il suo cervello ha avuto una sorta di blackout“. E’ l’ipotesi avanzata dalla mamma del ragazzino di 15 anni che lo scorso 22 marzo, in provincia di Treviso, ha rifilato 20 coltellate a Marta Novello, 26 anni, mentre faceva jogging. In una intervista rilasciata al Corriere del Veneto, la donna non vuole giustificare il figlio ma prova a spiegare il momento difficile che sta vivendo da quando le scuole sono state chiuse per l’emergenza coronavirus.

“All’inizio aveva buoni voti, poi è cominciata la didattica a distanza e lì è cambiato (…). E da quando la squadra di calcio in cui gioca ha sospeso gli allenamenti, la situazione è peggiorata. E’ come se, in mezzo a tutte queste restrizioni, non riuscisse a trovare un equilibrio” racconta la donna che lavora come cuoca e accudisce da sola il figlio, iscritto a un istituto alberghiero. La mamma del 15enne ricostruisce poi quanto accaduto lunedì, spiegando di essere tornata a casa nel pomeriggio e di non aver trovato nessuno. Il cellulare del figlio era a casa così “ho chiamato gli amici e anche loro non l’avevano visto. E’ lì che ho cominciato a preoccuparmi e ho deciso di uscire a cercarlo: appena aperta la porta, mi sono ritrovata i carabinieri davanti”. Secondo quanto riferito dalla donna, il figlio non faceva uso di droghe né tantomeno il bisogno disperato di soldi perché la sua famiglia non versa in gravi problemi economici.

In queste ore ho pensato continuamente a Marta e al dolore dei suoi genitori. Sapere che se la caverà mi rende davvero tanto felice. Mi dispiace: quello che ha fatto mio figlio è grave” riconosce. La 26enne si è risvegliata dal coma 48 ore dopo l’aggressione. E’ stata operata due volte: il primo intervento chirurgico ai polmoni lacerati, il secondo per recuperare un tendine della mano, lesionato da un fendente.

Stava facendo jogging lungo via Marignana, una lunga strada alberata di Marocco di Mogliano, quando è stata aggredita alle spalle e ridotta in gravi condizioni senza un apparente motivo, compreso quello di una rapina. Il giovane, che venerdì 26 marzo sarà sottoposto a interrogatorio di garanzia per la convalida dell’arresto per tentato omicidio alla presenza del pm del Tribunale dei minori di Venezia Giulia Dal Pos, impugnava un coltello da cucina mentre si trovava in sella a una bicicletta. Il 15enne ha inseguito la donna per alcune decine di metri prima di accoltellarla numerose volte. Matteo Scussat, l’avvocato che lo difende, ritiene che “le circostanze dell’azione fanno pensare ad un disagio, ad un disturbo profondo che andrà indagato”.

 

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