E’ in programma per domani, domenica 11 ottobre, un vertice al Comitato tecnico scientifico per analizzare l’impennata dei contagi da coronavirus in Italia e valutare nuove misure di contenimento da inserire nel nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Alla riunione parteciperà anche il ministro della Salute Roberto Speranza che in mattinata, a margine della manifestazione a Roma promossa da Cgil e Funzione Pubblica Cgil ‘Sanita’ pubblica e per tutti’, ha sottolineato che “il mio obiettivo è evitare l’adozione di misure di contenimento dell’epidemia più drastiche che ovviamente hanno un costo sociale ed economico, che vanno ad impattare sulla vita delle persone”.

Le nuove misure “le valuteremo in queste ore. Abbiamo riunioni permanenti con il nostro gruppo scientifico tecnico con il quale ci confrontiamo costantemente. Abbiamo  riunioni politiche nelle prossime ore. Per me bisogna avere la forza di prendere in carico questa fase nuova immediatamente” aggiunge il Ministro.

MASCHERINA OBBLIGATORIA – Per Speranza la prima scelta è “quella della mascherina obbligatoria all’aperto”, poi c’è bisogno di “un coordinamento ancora più forte con le Regioni, e abbiamo bisogno di valutare ora dopo ora l’evoluzione epidemiologica” perché la “circolazione del coronavirus è molto significativa” e quindi “abbiamo bisogno di alzare il livello di guardia”.

LIMITI MOVIDA – Una delle restrizione che il governo e il Cts stanno vagliando è quella di limitare la movida. Non è chiaro se chiudere le attività commerciali in anticipo, come disposto da una settimana in Campania dal governatore Vincenzo De Luca, o evitare assembramenti all’esterno dei locali e dei bar, disponendo un numero massimo di persone sedute intorno allo stesso tavolo e vietando di consumare in piedi all’esterno degli stessi.

“Dobbiamo trarre lezione da questi mesi cosi’ difficili. Il Servizio sanitario nazionale ha retto e oggi è chiamato ad una nuova prova che richiederà l’impegno di tutti noi. Bisogna però costruire un altro sistema nazionale capace di puntare fino in fondo sugli uomini e donne della nostra sanità” ha ricordato Speranza.

VACCINO – Il vaccino e le cure per il coronavirus “arriveranno” ma “con tutta probabilità non prima della prima parte del 2021”. Occorre quindi “resistere e convivere con il virus: in questi mesi i comportamenti delle persone – sottolinea il ministro – sono la chiave essenziale, sono le armi che abbiamo” per piegare la curva dei contagi di Covid-19.