L'intervista
Matteo Perego di Cremnago: “Pronto a correre per Milano”
Matteo Perego di Cremnago, sottosegretario alla Difesa ed esponente di Forza Italia, è tra i nomi indicati dal partito per correre come futuro sindaco di Milano. Laureato in Filosofia, è stato deputato nella XVIII legislatura.
La guerra in Europa continua. Siamo al fianco dell’Ucraina. Continueremo ad esserlo?
«Sì. Lo siamo stati sino a oggi e continueremo anche domani. Ribadisco che sostenere le difese dell’Ucraina significa aiutare una nazione aggredita a difendersi in una guerra che, per durata, ha ormai superato quella della Prima Guerra Mondiale. L’obiettivo è la pace. E proprio per questo è necessario continuare ogni sforzo diplomatico per arrivare quanto prima a una tregua che possa aprire la strada a una pace stabile e duratura. Perché non basta fermare i combattimenti, dobbiamo costruire le condizioni perché questa guerra non possa ricominciare».
Trump minaccia di disinvestire dalle basi in Italia. La preoccupa?
«Italia e Stati Uniti sono alleati storici e sono convinto che un’Alleanza Atlantica forte passi anche attraverso un’Europa più forte. Disinvestire in Italia non porterebbe quindi alcun beneficio, perché la difesa e la sicurezza internazionale sono una responsabilità condivisa».
Si riuscirà ad alzare progressivamente nel tempo, come da accordi internazionali, il budget per la Difesa?
«Mentre parliamo, nel mondo ci sono 57 conflitti attivi. La difesa e la sicurezza non sono temi lontani, riguardano tutti noi. Non bisogna semplicemente sostituire ciò che funziona con un modello astratto, ma evitare che si allarghi il divario tra la velocità con la quale cambiano le minacce e la velocità con la quale riusciamo ad adeguare organizzazione, procedure e capacità di proteggere e difendere l’Italia e le Sue libere Istituzioni. La pace non è scontata e una Difesa moderna e capace di affrontare le minacce di oggi e quelle di domani non può essere considerata semplicemente una voce di spesa. Investire nella difesa e nella sicurezza significa proteggere i diritti fondamentali dei cittadini, dalla sanità all’educazione perché quando arriva una guerra, e lo vediamo chiaramente in Ucraina, la vita di una nazione si ferma».
Quale direzione vede più strategica per gli investimenti italiani? Droni, satelliti, missili…
«Le nuove tecnologie e i nuovi domini hanno cambiato radicalmente gli scenari operativi. Se vogliamo farci trovare preparati domani, dobbiamo investire nelle tecnologie e nelle capacità che oggi stanno facendo la differenza. Basti pensare all’impatto del dominio cyber e dello spazio nella nostra vita quotidiana, oppure alle conseguenze che potrebbe avere il sabotaggio di un’infrastruttura vitale che trasporta dati o energia sul fondo del mare. Sono tutti elementi che possono avere un impatto enorme sulla vita dei cittadini e che, in uno scenario sempre più ibrido e multidominio, fanno parte della stessa strategia. Sistemi autonomi, intelligenza artificiale, satelliti e competenze cyber sono quindi tasselli di un unico quadro. Non possiamo più ragionare per compartimenti stagni. La vera sfida, quindi, è la capacità di trasformare rapidamente gli investimenti in più sicurezza, non solo per l’Italia e il suo mare, ma per l’Europa e per l’intero Occidente».
Le ostilità russe verso di noi nel dominio cyber e nel dominio cognitivo sono una realtà. Come ci stiamo attrezzando per contrastarle?
«Stiamo lavorando proprio in queste ore al disegno di legge sul rafforzamento e adeguamento della capacità di difesa nazionale, che interviene anche su questo aspetto. Rispetto al dominio cyber dobbiamo continuare, come stiamo facendo, a lavorare per rafforzare le nostre capacità di generare effetti perché non basta avere tecnologie avanzate, servono persone altamente qualificate, capaci di utilizzarle e di affrontare una minaccia ibrida che evolve rapidamente. Sul fronte cognitivo la sfida è ancora più complessa, perché parliamo di disinformazione, manipolazione, deepfake e dell’utilizzo malevolo dell’intelligenza artificiale. Sono strumenti diversi che possono essere utilizzati anche contemporaneamente e che possono incidere sulla percezione della realtà. Per questo servono anche cittadini sempre più consapevoli, capaci di riconoscere un’informazione e distinguerla da una manipolazione».
Esiste un tema di influenze russe sull’elettorato italiano?
«Esiste sicuramente un tema di interferenze straniere nei nostri processi democratici ed è un fatto che dobbiamo prendere con assoluta serietà. La consapevolezza è la prima arma di difesa».
A proposito di elezioni, Forza Italia ha fatto il suo nome come possibile candidato sindaco di Milano. Correrà?
«Milano è la mia città e quella della mia famiglia da oltre 500 anni. La conosco, la vivo e so quanto sia grande il suo potenziale. Credo che i milanesi abbiano bisogno di tornare ad avere fiducia nel proprio sindaco e nel futuro. La politica deve essere fatta fra le persone e con le idee. I leader di coalizione sapranno raggiungere la sintesi e individuare la persona più adatta per guidare Milano nei prossimi anni. Io, come sto servendo la Nazione in questi anni nel mio attuale incarico, sono pronto a dare il mio contributo alla mia città insieme ai nostri alleati».
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