Esteri
Guerra Russia-Ucraina, Mosca alza il tiro. I droni su Germania, Danimarca e Lituania
Il rischio di un incidente alle frontiere dell’Europa si fa sempre più alto. La Russia ha deciso di alzare il tiro aumentando il numero di missili e droni ai confini occidentali dell’Ucraina, e quindi, di conseguenza, alle porte di Paesi appartenenti alla Nato e all’Unione europea. La guerra ibrida, quella composta da sabotaggi di matrice più o meno chiara, minacce, disinformazione, ritrovamenti di droni sospetti e attacchi hacker è già una realtà. E a preoccupare i leader del Vecchio Continente è soprattutto l’aumento di episodi che rischiano di creare un vero e proprio incidente tra forze armate.
La prova è arrivata da due episodi avvenuti nelle ultime 48 ore. In Lituania, un drone giunto dalla Bielorussia è entrato nello spazio aereo del Paese baltico costringendo due caccia italiani in forza all’Alleanza atlantica ad abbattere il velivolo. Le autorità locali non hanno chiarito nelle prime ore se si trattasse di un drone di fabbricazione russa o ucraina. Quello che però è stato appurato dopo le verifiche preliminari è che il velivolo conteneva un ordigno esplosivo. Nelle stesse ore, un altro incidente è accaduto invece nel mar Baltico, dove una fregata russa ha sparato due razzi da segnalazione contro un elicottero Fennec delle forze armate danesi. il ministro della Difesa di Copenaghen, Jeppe Bruus, ha accusato Mosca di avere “superato ogni limite” con questo tipo di azione. La premier danese, Mette Frederiksen, ha parlato di “azioni irresponsabili” da parte della Russia, accusandola di volere “intimidire e seminare discordia”. “Non avranno successo. Non ci tireremo indietro”, ha scritto Frederiksen in una nota. L’ambasciatore russo in Danimarca, Vladimir Barbin, ha condannato invece le “azioni provocatorie” da parte dell’elicottero. Mentre le forze danesi hanno spiegato che si tratta di “un’operazione fotografica di routine”.
Nel Baltico, del resto, non mancano tensioni tra la Russia e la Nato. Nelle ore precedenti, un drone era stato ritrovato su una piaggia polacca. Mentre in un’altra area del nord dell’Alleanza, tra il mare di Barents e quello di Norvegia, il ministero della Difesa russo ha annunciato che bombardieri strategici Tu-95MS hanno svolto una missione di pattugliamento su “acque neutrali”. “Tutti i voli dei velivoli delle Forze aerospaziali russe vengono effettuati nel rigoroso rispetto delle norme internazionali relative all’uso dello spazio aereo”, ha sottolineato Mosca. Ma se i bombardieri erano scortata dai caccia russi, allo stesso tempo anche i Paesi Nato, in alcune fasi della missione, hanno deciso di osservare i movimenti dell’aviazione del Cremlino, anche se si trattava di un’operazione di routine.
Di routine, invece, rischia di parlare anche la Germania, ma per i droni ritrovati sul suo territorio. Perché ieri, dopo il caso di Lipsia che ha scatenato le accuse contro la Russia, le forze di sicurezza tedesche hanno confermato di avere recuperato un velivolo a pilotaggio remoto precipitato a circa un chilometro dalla base aerea delle di Wunstorf. Un incidente che ha messo in allerta la polizia federale e anche le forze armate. E che si unisce alla ormai lunga serie di episodi che stanno mettendo sotto pressione i confini dell’Europa ma anche Berlino. Ieri, l’Alta rappresentante dell’Ue Kaja Kallas, parlando a Strasburgo, è stata di nuovo netta, Questi episodi non possono essere considerati “incidenti”, bensì “tentativi calcolati” di “indebolire la nostra risolutezza, mettere alla prova la nostra unità e giocare con le paure di un’escalation”.
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