Tutti promossi, nonostante uno o più debiti, nonostante i 4 o i 5 del primo quadrimestre. È l’idea che, in queste ore, i tecnici del Ministero dell’Istruzione stanno provando a trasformare in un decreto a firma del ministro Lucia Azzolina, secondo un’indiscrezione pubblicata su La Repubblica. L’obiettivo principale è non invalidare l’anno scolastico, pur assicurando un meccanismo che non traduca il piano dovuto all’emergenza sanitaria in un 6 politico concesso a tutti.

A viale Trastevere le ipotesi, la cui riserva sarà sciolta intorno alla metà di aprile, restano due.  Se si dovesse tornare in aula subito dopo la prima settimana di maggio, l’ipotesi al momento meno percorribile, saranno tutti ammessi agli esami di maturità e nessun alunno, dalle elementari alle scuole superiori, sarà bocciato. Con questa road map sarebbe possibile anche rispettare l’inizio delle prove scritte, già calendarizzate al 17 giugno. A cambiare, però, dovranno essere necessariamente le prove scritte. Per la prima, quella di italiano, si dovrà tener conto che la seconda parte del programma scolastico è stato affrontato solo parzialmente e attraverso videolezioni.  Più complicata ancora sarà la formulazione della seconda prova, e non solo per la doppia materia (latino e greco al Classico e matematica-fisica allo Scientifico, ad esempio). Non tutte le scuole hanno chiuso contemporaneamente e quindi si potrebbe pensare a delle tracce per la seconda prova calibrate per ciascuna classe. A fine giugno, poi, come da tradizione, partirebbero i colloqui orali.

Tutto però potrebbe saltare se il rientro in aula non ci sarà. Repubblica fissa la deadline per il passaggio dal primo al secondo scenario al 17 maggio. Se entro quella data non sarà stato fissato il rientro, allora potrebbe saltare tuta l’articolazione dell’esame scritto. Come già accaduto negli esami post terremoto in Abruzzo e in Emilia, tutta la valutazione sarà affidata al colloquio orale, lungo almeno un’ora e con prove “pratiche” di traduzione o esercizi di matematica. Tutto però dovrà concludersi entro la metà di luglio e così i maxi colloqui dovranno essere avviati non oltre il 1 luglio e si pensa a convocazioni singole degli studenti, senza testimoni, per evitare l’esame a distanza.

Metodi simili potrebbero essere impiegati anche per l’esame di terza media, un colloquio orale al posto delle prove scritte. Per tutti gli altri alunni, non coinvolti dagli esami di fine anno, l’inizio del prossimo anno scolastico, in autunno, potrebbe essere dedicato proprio al recupero del programma del secondo quadrimestre di quest’anno.