L’op-ed co-firmato da Giorgia Meloni e Narendra Modi in occasione della visita del premier indiano a Roma segna un passaggio politico e concettuale rilevante: l’ingresso definitivo della visione di “Indo-Mediterraneo” nel linguaggio strategico istituzionale di Italia e India. C’è in ballo il consolidamento definitivo dell’India-Middle East-Europe Economic Corridor (IMEC) come piattaforma di connettività euroasiatica. Ma il dato più significativo è che Roma e New Delhi descrivono ormai implicitamente Mediterraneo Allargato e Oceano Indiano come uno spazio geopolitico continuo, l’Indo-Mediterraneo appunto, attraversato dalle stesse vulnerabilità, dagli stessi interessi strategici e dalle stesse responsabilità in termini di sicurezza, infrastrutture e resilienza delle supply chain.

Per Francesco Maria Talò, inviato speciale del governo italiano per IMEC, questo passaggio rappresenta il consolidamento di un’evoluzione iniziata già tre anni fa. “Per la realizzazione della rete di connettività IMEC resta ancora molto da fare”, osserva, “ma vedo motivi di soddisfazione nell’affermazione anche da parte dei capi dei governi di India e Italia di una visione di Indo-Mediterraneo”. Secondo Talò, il concetto era già implicitamente presente nel discorso pronunciato da Giorgia Meloni durante la visita in India del marzo 2023, considerata una svolta nei rapporti bilaterali dopo anni di relazioni “inadeguate”. Da quella missione sono nati sia il partenariato strategico sia il rapporto politico personale tra i due leader, entrato poi anche nella dimensione popolare indiana attraverso il fenomeno “#Melodi”.

Quella visione, sottolinea Talò, si è progressivamente tradotta in iniziative concrete. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha promosso nel 2025 tre business forum tra aziende italiane e indiane, mentre a marzo ha presieduto a Trieste la più grande conferenza internazionale dedicata a IMEC mai organizzata, con un focus specifico proprio sull’Indo-Mediterraneo. “A poco più di un anno dalla mia nomina come Inviato Speciale i progressi almeno da questo punto di vista concettuale sono stati straordinari”, spiega Talò. “Un anno fa sentivamo quasi solamente il pigro copia-incolla della locuzione ‘Mediterraneo allargato’, un concetto utile nel passato soprattutto ai fini interni, si pensi alla legge navale, mentre adesso la visione accettata è ‘Indo-Mediterraneo’”. “Per me – chiosa l’ambasciatore – è anche una soddisfazione personale”.

Il cambiamento riflette l’evoluzione del contesto geopolitico. La guerra in Ucraina ha mostrato la fragilità delle dipendenze energetiche e logistiche europee. La crisi del Mar Rosso dopo il 7 ottobre e le tensioni attuali nello Stretto di Hormuz hanno evidenziato quanto la sicurezza marittima dell’Oceano Indiano incida direttamente sulla stabilità mediterranea. Esempi concreti di come la sicurezza economica europea e asiatica siano ormai interconnesse. In questo quadro, la dimensione marittima assume un ruolo centrale anche nella cooperazione bilaterale. Talò richiama sia i temi di sicurezza affrontati durante la recente visita in India del ministro della Difesa Guido Crosetto, sia la collaborazione portuale avviata dal viceministro Edoardo Rixi. L’incontro di Roma e il passaggio verso la nuova elevazione in “Special Strategic Partnership”, così come i nuovi accordi economici siglati ieri, formalizzano che l’Indo-Mediterraneo è ormai uno spazio geostrategico condiviso di cui Italia e India sono i (pro)motori. Uno spazio destinato a incidere sulla stabilità delle connessioni globali e sulla ridefinizione degli equilibri euroasiatici.