Le immagini della folla di Vigevano, i numeri sempre crescenti delle adesioni (50mila tesserati e 900 comitati costitutivi), la crescita nei sondaggi, e ora – dopo i vannacciani della primissima ora – arrivano anche le adesioni illustri come quella di Laura Ravetto. Avvocato e parlamentare di lungo corso, sottosegretario ai rapporti con il Parlamento nel governo Berlusconi IV tra il 2010 e il 2011, tra i volti di punta di Forza Italia prima e del Popolo della Libertà poi, è rimasta sempre con gli azzurri fino al 2020, quando ha aderito alla Lega di Salvini diventandone anche qui figura mediatica e di peso, oltre che responsabile del Dipartimento “Pari opportunità” del Carroccio.

Varetto in Futuro Nazionale

Ad annunciare l’ingresso eccellente della Ravetto è lo stesso Generale Vannacci: “Accolgo con grande piacere Laura Ravetto all’interno di Futuro Nazionale”. Il generale, precisando che l’ufficializzazione dell’adesione avrà luogo a Salsomaggiore Terme durante l’evento “Guerra e Pace” previsto per il 21 maggio, ha voluto sottolineare come la neoarruolata “potrà offrire un contributo importante alla crescita e all’evoluzione di Futuro Nazionale”.

La questione Vannacci va affrontata

Oramai il generale sembra aver innescato l’onda politica del momento, quando manca un solo anno al ritorno alle urne e con il centrodestra che registra la prima vera flessione in quattro anni di governo. Quanto crescerà Vannacci? Quanto vale realmente il 5, 6, 7%? Sono le domande che continuano a porsi nei corridoi della politica italiana. Il timore è che dalla porta lasciata sguarnita a destra non entri uno spiffero, ma una bufera. I presupposti ci sono tutti e il sentimento nel Paese è chiaro. Agli elettori poco importa dei nasi all’insù di un certo intellettualismo di sinistra che vorrebbe spiegare alla coalizione di centrodestra come comportarsi con Vannacci e i suoi. Prima o poi la questione Vannacci andrà affrontata e gestita, e anche dalle parti del generale dovranno chiarire alcune posizioni rispetto alle quali la maggioranza di governo non può fare passi indietro o consentire ambiguità.

Il Kraken, i popcorn e lo spettro del ’96

Allo stesso tempo è chiaro che quel popolo di destra che ribolle vada compreso e ascoltato, perché si tratta di elettori che nel 2022 votarono in massa il centrodestra consentendo a Giorgia Meloni di conquistare Palazzo Chigi e che, lasciati liberi o, per essere più precisi, al di fuori della coalizione, possono costare caro. Come non smette di ricordare il “Kraken” Renzi, che ha addirittura vaticinato scene da “popcorn” per quella che si preannuncia, per l’ex premier, come una fiction. Il tempo c’è, ma in casi come questo non è mai troppo, e lo spettro del 1996 deve essere scongiurato ad ogni costo: lo sanno in Via della Scrofa e in Via Bellerio, così come prima o poi dovrà capirlo anche Forza Italia. Perché in politica, quando arrivano le onde, ci sono solo due possibilità: o le cavalchi o ne vieni travolto. I numeri parlano chiaro e basta chiedere a chi vive la politica sui territori per capire quanto si stia radicando Futuro Nazionale in quel vuoto lasciato soprattutto dalla Lega, e non solo. La lancetta gira e il tempo delle scelte si avvicina, nell’attesa di vedere chi saranno i prossimi ad arruolarsi nelle legioni vannacciane.

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Nato nel 1994, esattamente il 7 ottobre giorno della Battaglia di Lepanto, Calabrese per grazia di Dio e conservatore per vocazione. Allievo non frequentante - per ragioni anagrafiche - di Ansaldo e Longanesi. Direttore di Nazione Futura dal settembre 2022 a maggio 2025. Oggi e per sempre al servizio della Patria. Fumatore per virtù - non per vizio - di sigari, ho solo un mito: John Wayne.