Politica
Vannacci, Futuro Nazionale è al 3,5%, boom di giovani. Ma il ‘voto utile’ preoccupa il Generale
Roberto Vannacci non è un fenomeno passeggero. E questo è il vero problema per il centrodestra. Cresce nei sondaggi, riempie sale e piazze, macina like e follower sui social. E soprattutto riesce a farsi riconoscere immediatamente. Tono duro, messaggi semplici, nemici chiari, provocazione continua. Nessuna sfumatura. Nessun tentativo di piacere a tutti. È una comunicazione costruita per dividere, e proprio per questo funziona. Il leader di Futuro Nazionale ha capito come guidare la nuova macchina della comunicazione. Ogni indignazione social, ogni richiesta di censura, ogni dibattito televisivo acceso produce lo stesso effetto: aumenta la sua visibilità. Non importa essere contestati. Ciò che conta davvero è restare nel flusso continuo della conversazione pubblica.
D’altronde, Vannacci non cerca moderati, non vuole compromessi. Tiberio Brunetti – fondatore di Spin Factor, società leader a livello nazionale nella strategia e comunicazione politica e istituzionale – si sofferma sulla comunicazione «netta, chiara, funzionale». Questo gli permette di semplificare molto il quadro, sia per chi è a suo favore sia per chi è contrario. Non ammicca ad altre platee se non al proprio bacino potenziale: «Linguaggio immediato, valori chiari e impostazione grafica un po’ “nostalgica”». Il risultato? Da una parte «attira i fan o i simpatizzanti del Generale»; dall’altra respinge chi ne è distante, «spesso generando polemiche funzionali comunque all’amplificazione del messaggio». Di sicuro la collocazione politica borderline rispetto al centrodestra aiuta l’enfasi della sua proposta: «Toni meno netti rischiano di comprimere l’espansione del progetto politico di Vannacci».

Frasi corte, slogan, attacchi diretti, identità forti: questa è la ricetta per avanzare anche sui social. Nessuna complessità, nessun ragionamento lungo: tutto deve essere immediato, condivisibile, riconoscibile. Algoritmico. Perciò i primi sondaggi non possono generare stupore. Lorenzo Pregliasco, co-fondatore e direttore di YouTrend, parla di un consenso attorno al 3,5%. Quanto basta per creare agitazione nel centrodestra, specialmente nella Lega e in Fratelli d’Italia. Ma non solo. Perché Vannacci pesca anche nell’elettorato più identitario, radicale, deluso dai partiti tradizionali. «Un’area di voto non allineato, quello degli scontenti, degli antisistema. Insomma, un certo campo rossobruno», aggiunge Pregliasco. Che però pone l’accento sul fattore voto utile: «Potrebbe confluire sul centrodestra se ci fosse la percezione che il voto a Futuro Nazionale rischia di essere buttato».
Livio Gigliuto, presidente dell’Istituto Piepoli, delinea l’identikit dell’elettorato vannacciano. «Il suo bacino è più maschile che femminile». E fornisce un dato sorprendente sull’età: «È un elettorato giovane, con il risultato più alto tra i ragazzi tra i 18 e i 24 anni». Dal punto di vista geografico, invece, «il messaggio sembra circolare in modo abbastanza uniforme nel Paese, anche se i consensi appaiono leggermente più forti nel Centro e nel Nord-Est».
Perché Vannacci non comunica come un politico vecchio stile. Si adegua allo stile della Rete: semplifica, polarizza, trasforma tutto in scontro permanente. E gli avversari sbagliano a pensare che basti ridicolizzarlo per fermarlo. Dimenticano che i fenomeni populisti contemporanei non vivono di profondità: si alimentano di esposizione continua, identità forte e conflitto. Più se ne parla, più crescono. E Vannacci, oggi, riesce spesso a imporre il suo terreno di gioco: costringere tutti a reagire alle sue parole. Sottovalutarlo e cadere nella sua trappola mediatica è il miglior assist che si possa concedere a chi rincorre slogan di pancia sul pacifismo e fa della provocazione costante la sua scommessa.
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