Poco meno di 48 ore per evitare una crisi politica che porterebbe l’Italia nuovamente alle urne. Sul Recovery Fund e la riforma del Mes, col voto sulla riforma del Fondo salva stati previsto al Senato mercoledì, il premier Giuseppe Conte si gioca la poltrona di presidente del Consiglio  ma gli alleati sono ormai sempre più spaccati e pronti a far saltare il tavolo.

Com’è noto il Movimento 5 Stelle sulla riforma del Mes rischia una fronda interna già testimoniata dalla lettera di 42 deputati e 16 senatori contrari al voto ‘europeista’. Il reggente politico Vito Crimi va ripetendo da giorni che il caos interno rientrerà, ma alcuni dei firmatari hanno già chiarito pubblicamente che in Aula voteranno ‘no’.

A spaventare Conte però non sono solo i grillini. Ad alzare la voce è anche Italia Viva che, nell’ultimo vertice concluso a Palazzo Chigi tra i partiti del governo, riuniti per discutere del Recovery Fund prima del Cdm di oggi, ha aspramente criticato la decisione di Conte di voler assumere una cabina di regia formata da un gruppo di manager. Il ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova ha affermato di “aver appreso dai giornali del Cdm e dei suoi contenuti” e ha spiegato che “non voteremo documenti al buio”. Nervi tesi testimoniati anche dall’abbandono della riunione da parte di Maria Elena Boschi ed Ettore Rosato.

Un nuovo fronte dunque, oltre a quello già noto sulla famigerata riforma del Mes, che nulla a vedere col Mes sanitario da 37 miliardi. Una ‘maretta’ ribadita quindi stamattina dal leader di Italia Viva in una intervista a Repubblica: “Noi siamo contrari a sovrastrutture di centinaia di consulenti che stanno al Recovery Fund come i navigator stanno al reddito di cittadinanza. Il futuro dell’Italia dei prossimi vent’anni non lo scrivono Conte e Casalino nottetempo in uno stanzino di Palazzo Chigi”, spiega Renzi. 

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia