È altissima la tensione al confine tra Polonia e Bielorussia: almeno tra tre e quattromila i migranti che spingono sul confine per varcarlo; oltre 12mila i soldati mandati da Varsavia sul posto. La situazione è incandescente in particolare a Kuznica, località polacca proprio sul confine tra i due Paesi. I migranti sono in maggioranza uomini giovani di origine africana e mediorientale secondo il ministero della Difesa della Polonia. “La situazione è sotto controllo”, ha riferito comunque il dicastero.

“Una parte delle persone ha tentato di attraversare nei pressi del valico di Kuznica ma la guardia frontaliera le ha fermate”, ha dichiarato il portavoce del governo polacco. La frontiera à lunga 180 chilometri. Varsavia è tra i Paesi più ostili all’arrivo dei migranti e all’accoglienza: fa parte del gruppo di Visegrad e la tensione è ormai alta da mesi con Bruxelles – per via degli allarmi lanciati sullo Stato di diritto e l’indipendenza della magistratura, sul principio della preminenza del diritto europeo su quello nazionale, che hanno fatto parlare nelle scorse settimane anche di “Polexit”.

 

Il ministro della difesa polacco Mariusz Blaszczak ha scritto su Twitter che centinaia di migranti si sono affacciati alla frontiera scortati da militari di Minsk. I militari polacchi hanno respinto un primo tentativo di “attacco” dei migranti. Sul tratto c’è un muro di filo spinato. “Cercheranno di entrare in Polonia in massa”, ha scritto su Twitter il portavoce dei servizi di sicurezza Stanislaw Zaryn. “È un altro esempio dell’attività ostile del regime bielorusso contro la Polonia”. Il ministro ha parlato di un piano del presidente bielorusso, Aleksandr Lukashenko, di destabilizzare l’Europa attraverso una migrazione che ha definito “armata”.

A quanto riportano diversi media i migranti spingono tuttavia per andare in Germania. Lo slogan che scandiscono, da mesi, nei pressi del confine, come scrivono anche media polacchi, è: “Germany! Germany! We want to go to Germany!”. E infatti anche il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert, commentando le immagini di oggi al confine tra i due Paesi, ha descritto il “regime” di Minsk come “un trafficante di migranti, e l’Europa prenderà posizione insieme”.

 

Oltre alla situazione incandescente al confine preoccupano anche le “pattuglie”, le ronde dei cittadini composte da gruppi di nazionalisti polacchi per respingere i migranti. A lanciare l’iniziativa l’associazione Niklot di Bialystok con lo scopo di difendere “l’identità slava e della specificità culturale della Polonia”. E quindi l’appello, dai toni truci: “I nostri avi con il proprio sangue hanno reso sacra la nostra terra, perciò non possiamo più osservare in modo passivo l’ondata di immigrati nel nostro territorio”. i nazionalisti criticano le ong che solidarizzano e assistono i profughi: a volte intere famiglie, con donne e bambini, intrappolati nei boschi. Nonostante questi appelli numerosi cittadini portano aiuti ai migranti, che soffrono freddo e denutrizione dopo chilometri di viaggio.

La Guardia di frontiera ha fatto sapere che solo venerdì scorso 570 persone hanno tentato di entrare in Polonia e che nell’intero mese di ottobre sono state 17.300. Sulla base della legge firmata il 22 ottobre scorso dal presidente Andrzej Duda che autorizza il respingimento immediato degli immigrati dalla Polonia, la maggior parte di queste persone è stata rimandata in Bielorussia che le ha però a sua volta costrette a ritentare di entrare in territorio polacco. Un limbo, una situazione disperata per migliaia di persone.

“Allarmato dalla situazione al confine polacco-bielorusso. Il regime bielorusso deve smettere di sfruttare i migranti e i richiedenti asilo per giochi di potere politici”, ha scritto su Twitter il Presidente del parlamento Europeo, l’italiano David Maria Sassoli. Il politico dem ha quindi esortato la Polonia ad “accettare l’offerta dell’Ue per aiutare le persone vulnerabili in modo ordinato ed evitare un’ulteriore escalation”.

 

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.