Hanno prima pronunciato il suo nome, poi hanno lasciato partire una raffica di spari in aria e sono fuggiti a velocità sostenuta. Notte di terrore tra le case popolari di via Evangelista Torricelli a Pianura, periferia occidentale di Napoli, dove da diversi mesi è in corso uno scontro tra quel che resta dei due clan (Pesce-Marfella da una parte e Mele dall’altra) che dal 2000 hanno dato vita a una cruenta faida di camorra.

Sono stati propri i residenti della zona a chiamare la polizia, intervenuta all’altezza del civico 352 poco dopo la mezzanotte di mercoledì 16 giugno. A terra gli agenti del locale commissariato, guidato dal vice questore Arturo De Leone, hanno recuperato 13 bossoli calibro 9×21 e non hanno rilevato danni alle auto parcheggiate e alle abitazioni presenti.

Stando a quanto appreso, a finire nel mirino del commando (ad agire probabilmente due persone in sella a uno scooter) la palazzina dove risiede il figlio di Vitale Perfetto, 42 anni, elemento apicale del clan Pesce-Marfella arrestato per omicidio nel 2017, e, al piano terra, un coetaneo. I pistoleri una volta giunti sul posto, hanno pronunciato il nome di quest’ultimo prima sparare e darsi alla fuga.

Un ennesimo avvertimento ai reduci della cosca che continuano a operare nella zona soprattutto, stando alle ultime informative delle forze dell’ordine, con lo spaccio di droga. Zona dove continuano a vivere i parenti del boss pentito Pasquale Pesce e dove a fine marzo scorso si è verificato un altro raid intimidatorio, con una pistola a salve, contro una sala biliardo frequentata da persone, tra cui i familiari, legate all’ex capo.

Viviamo nel terrore, non ce la facciamo più: qui si spara sempre più spesso, anche davanti ai bambini” denuncia un residente della zona, sfinito da una situazione diventata nel corso dei mesi sempre più incandescente. Tensioni e passerelle armate sarebbe andate in scena anche nei giorni scorsi.

Il raid dopo il far west di fine aprile

Lo scorso 28 aprile l’ultimo, inquietante, episodio malavitoso. Poco dopo le 23, in pieno coprifuoco, si registrò un inseguimento con spari tra due auto. Sul posto gli agenti recuperarono 11 bossoli tutti dello stesso calibro (9×21) trovati tra via Ferrante d’Aragona e via Russolillo. Fori di proiettili anche contro una saracinesca di un negozio e contro un’auto parcheggiata in strada.

Lo scontro Calone-Carillo

A Pianura è in atto uno scontro tra due opposte fazioni. Da una parte ci sarebbe il gruppo guidato da Antonio Calone, scarcerato da circa due anni e attivo principalmente nella zona di via Comunale Napoli ma con ramificazioni anche nell’ex fortino dei Pesce in via Torricelli dove gestisce una fiorente piazza di spaccio insieme alla famiglia di Salvatore D’Anna.

Dall’altra ci sarebbero i reduci del vecchio clan colpito negli ultimi anni da numerosi arresti e dall’avvio della collaborazione con la giustizia di alcuni dei suoi elementi apicali (oltre a Pasquale Pesce anche Raffaele Dello Iacolo). A guidare il gruppo Antonio Carillo, 29 anni, già ferito in un agguato lo scorso dicembre sempre nella zona delle case popolari comprese tra via Cannavino e la stessa via Torricelli. Tra dicembre e gennaio scorso sono stati inoltre feriti a colpi d’arma da fuoco altri due pregiudicati: Lorenzo Rossetti e Amedeo D’Aiello. Tutti hanno riferito versioni non convincenti, ovvero quella di aver subito un tentativo di rapina finito male.

 

 

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.