Il premio Nobel alla letteratura 2020 è andato a Louise Glück, poetessa statunitense. Il Comitato di Stoccolma ha argomentato il riconoscimento, conferito per “l’inconfondibile voce poetica che con la sua austera bellezza rende universale l’esistenza individuale”. Glück è docente alla Yale University e vive a Cambridge, in Massachussetts.

“L’infanzia, la vita famigliare e le relazioni con genitori e fratelli sono una tematica che rimane centrale nel suo lavoro”, ha spiegato il Comitato. La poetessa americana non era tra i favoriti alla vittoria del prestigioso premio letterario conferito dall’Accademia di Stoccolma. Il toto-nomi ha coinvolto i soliti scrittori: Haruki Murakami, Javier Marias, Marise Condé, Don Delillo e via dicendo. E invece il premio è andato a Glück.

 

La sua opera è caratterizzata “da una ricerca della chiarezza. L’infanzia e la vita familiare, lo stretto rapporto con genitori e fratelli, è una tematica che è rimasta centrale per lei”. La poetessa cerca “l’universale, e in questo si ispira ai miti e ai motivi classici, presenti nella maggior parte delle sue opere”. Un esempio: “Averno (2006) è una raccolta magistrale, un’interpretazione visionaria del mito della discesa di Persefone agli inferi, nella prigionia di Ade, il dio della morte. Un altro risultato spettacolare è l’ultima collezione di Louise Glück, Faithful and Virtuous Night (2014)”. Sulla pagina Twitter del Comitato si legge: “In una delle raccolte più lodate della laureata in letteratura Louise Glück, The Wild Iris (1992), si descrive il miracoloso ritorno alla vita dopo l’inverno nella poesia Snowdrops”.

L’EDIZIONE 2020 – Ieri erano state premiate, per il Nobel alla chimica, biochimica francese Emmanuelle Charpentirer e alla chimica americana Jennifer A. Doudna “per avere sviluppato un sistema di editing del genoma”. Le due ricercatrici hanno messo a punto la tecnica che taglia e incolla il Dna e che permette di riscrivere il codice della vita. Per il Nobel alla Fisica sono stati premiati Roger Penrose, Reinhard Genzel e Andrea Mia Ghez per i loro studi sui buchi neri. I ricercatori Harvey J. Alter, Michael Houghton e Charles M. Rice sono stati premiato alla Medicina per aver scoperto il virus dell’epatite C.

Redazione