Era tutto pronto: tutto per il primo volo che avrebbe dovuto portare alcuni richiedenti asilo dal Regno Unito in Ruanda. E invece una sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo (Cedu) ha fatto saltare tutto all’ultimo minuto. Appena un’ora e mezza prima della partenza. Per un’irreparabile violazione dei diritti che sarebbe stata inflitta a un migrante iracheno se quel volo fosse partito. È un fallimento sonoro e clamoroso della gestione della questione migratoria da parte del governo di Boris Johnson. Il volo al momento risulta solo “sospeso” ma la sentenza potrebbe avere forti ripercussioni su tutto il piano di delocalizzazione africana.

Lo scorso aprile Londra aveva annunciato il “Migration and Economic Development Partnership” con il Ruanda. Accordo che solo come anticipo ha previsto 120 milioni di sterline a Kigali per prendere in carico migranti entrati illegalmente in territorio britannico. In carico per tutto il tempo necessario a decidere sullo status di rifugiati. Accordo che però prevede che anche nel caso in cui la richiesta dovesse essere accettata, i migranti rimangano in Ruanda. Una gestione che aveva sconvolto e indignato, un accordo duramente criticato, una notizia che aveva fatto il giro del mondo e che ricordava gli accordi italiani con la Libia per trattenere i migranti nel Paese, in quelli che sono stati definiti dei lager.

I primi voli sarebbero dovuti partire da Londra a maggio ma erano stati rinviati per le azioni legali di alcuni attivisti e ONG. Solo lunedì la Corte d’Appello di Londra aveva rigettato un’ultima ingiunzione da parte di alcune ONG. Il primo volo doveva trasportare 130 migranti. L’aereo ieri sera stava per decollare da una base militare di Boscombe nei pressi di Salisbury. Gesto di forza e simbolico, quello di Londra: il Boeing 767 fittato per l’occasione sarebbe partito con sette soli migranti – tutti di diversa nazionalità – a bordo, pressoché vuoto, dopo le azioni legali dei singoli passeggeri. 500mila sterline era costato quel volo.

Tutto saltato dopo che la sentenza della Corte Europea ha stabilito che un 54enne iracheno che aveva attraversato in barca il canale della Manica per arrivare nel Regno Unito aveva diritto a rimanere nel paese perché non aveva ancora esaurito tutte le vie legali – era arrivato soltanto lo scorso 17 maggio – per chiedere asilo ed evitare l’espulsione. Anche se un tribunale avesse accolto le sue richieste, l’uomo avrebbe rischiato di non poter più tornare nel Regno Unito. Una commissione medica ha stabilito che l’uomo aveva subito torture in patria. Dopo la sentenza della Cedu anche gli avvocati degli altri sei hanno fatto ricorso, ed è stato tutto bloccato

La ministra dell’Interno britannica Priti Patel ha dichiarato che “non smetteremo di fare la cosa giusta e realizzare i nostri piani per difendere i confini della nostra nazione” e confermato che Londra preparerà altri voli per il Ruanda. “Ho sempre detto che questa politica non sarà facile da attuare e sono delusa dal fatto che i ricorsi legali e le richieste dell’ultimo minuto abbiano impedito al volo di oggi di partire”. Il premier Johnson aveva invece ipotizzato nelle settimane scorse che il Regno Unito potrebbe uscire dalla giurisdizione della Corte Europea dei diritti dell’uomo pur di continuare con il suo piano.

Il premier si era spinto ad accusare gli avvocati dei migranti complici dei trafficanti. È attesa intanto a luglio una sentenza dell’Alta corte di Giustizia di Londra sulla legalità dell’intero progetto. Il piano era stato definito “spaventoso” perfino dal Principe Carlo e i vescovi della Chiesa anglicana avevano scritto in una lettera che quel tipo di gestione era “una politica immorale che getta vergogna sulla Gran Bretagna”. Dall’inizio dell’anno i migranti sbarcati dalla Manica sono circa 10.500, 12.700 secondo Frontex nei primi quattro mesi del 2022.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.