Duro su sanzioni e sull’invio di armi in Ucraina, un vero e proprio muro sull’arrivo di profughi nel Paese. È il doppio volto del premier britannico Boris Johnson, il primo ministro conservatore che assieme al presidente francese Emmanuel Macron, all’omologo statunitense Joe Biden e al cancelliere tedesco Olaf Scholz è tra i leader più attivi nella gestione del conflitto in Ucraina, invasa dalle truppe russe.

Il leader del governo Tory ha infatti alzato la voce su possibili nuove sanzioni contro il governo di Vladimir Putin, ma soprattutto nel corso di un vertice in video conferenza convocato dal presidente Usa Biden ha evidenziato la necessità di aumentare le forniture “difensive” alle forze armate del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Alla Camera dei Comuni il governo conservatore ha anche introdotto l’iter accelerato di una riforma legislativa attesa da tempo per rendere più facilmente perseguibili i miliardari russi considerati più o meno legati a Vladimir Putin, fino alla possibile confisca dei loro beni oltre Manica.

Tutto bene dunque? Non proprio. Perché se da un lato l’attivismo di Johnson sul conflitto ucraino è indubbio, dall’altro è molto più ‘fiacca’ la risposta del suo governo di fronte all’altra emergenza in corso a Kiev, quella della popolazione in fuga dalle bombe russe.

Il Regno Unito, come comunicato ieri dall’Home Office, il ministero dell’Interno, ha accolto sinora soltanto 50 profughi provenienti dall’Ucraina. Londra resta infatti in coda tra i Paesi europei sul fronte dell’accoglienza a causa di norme burocratiche da ‘azzeccagarbugli’ che limitano l’ingresso nel Paese.

Questo perché il governo permette l’ingresso solo a profughi solo se parenti di cittadini ucraini già regolarmente residenti in Inghilterra, e non in maniera ‘indiscriminata’ come accade nel resto d’Europa. Non è un caso se in Italia siano stati accolti 17mila ucraini, così come in Germania.

BoJo ha chiarito anche stamattina, riferisce Repubblica, che sul tipo di accoglienza non intende fare passi indietro, sottolineando come non ci sarà in Inghilterra un liberi tutti ma “controlli e una selezione” delle persone in fuga dal Paese in guerra. Secondo le autorità francesi, nel weekend gli inglesi avrebbero respinto alcuni ucraini in fuga a Calais, in quanto non in regola con le normative attuali.

Da parte sua il ministro dell’Interno Priti Patel ha invece assicurato che i dati forniti dall’Home Office sono dati parziali e “presto i numeri cresceranno molto rapidamente, per arrivare a decine di migliaia in pochi giorni“.

Redazione