L’accordo di massima è arrivato mercoledì sera tra governo italiano, rappresentato dal ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e da quell’Economia Massimo Franco, e la Commissione europea rappresentata a sua volta dalla vicepresidente Margrethe Vestager, che ha anche la delega alla concorrenza.

L’Italia potrà dismettere Alitalia e far decollare rendendo operativa ITA, la compagnia di Stato attualmente ancora priva di un nome commerciale.

Un accordo che prevede in particolare la “discontinuità economica” tra vecchia e nuova compagnia. Un punto chiave della trattativa: ciò implica che ITA non erediterà i debiti monstre della vecchia azienda, ma che dovrà ripartire da zero e ottenere tramite gare pubbliche la gestione dei servizi della vecchia Alitalia, tra cui manutenzione, handling, lo stesso marchio Alitalia.

La questione economica era ovviamente la matassa più importante da sgombrare: la discontinuità tra le due compagnie è fondamentale perché la Commissione da tempo indaga sull’1,3 miliardi di euro che lo Stato negli ultimi anni ha versato ad Alitalia per tenerla in vita. Se dovessero essere considerati aiuti di Stato andrebbero restituiti, ma grazie alla discontinuità tra le due aziende non sarà ITA a doverlo fare.

Quanto al piano operativo, di cui non si è parlato ieri sera, dovrebbero essere piuttosto pesante per i lavoratori: ITA dovrebbe ‘ereditare’ da Alitalia circa 4.500 dipendenti, meno della metà di quelli attuali, con la conseguenza di un numero importante di esuberi; circa 60 gli aerei a disposizione della nuova compagnia, anche in questo caso meno della metà di quella attuale.

Tra gli asset in vendita, come già detto, ci sono i servizi di handling della vecchia Alitalia, ovvero la gestione dei bagagli, oltre alla manutenzione. Ma in vendita c’è lo stesso marchio Alitalia: un brand di valore e che ha ancora oggi un richiamo internazionale, per questo ITA sarebbe particolarmente interessata a riacquistarlo a scapito della concorrenza.

Altro asset che ITA non riceverà è il programma fedeltà MilleMiglia. La nuova compagnia aerea infatti non otterrà il trasferimento automatico dei clienti, anzi, il programma stesso sarà in vendita e non è chiaro cosa succederà alle ‘miglia’ accumulate dai viaggiatori assidui di Alitalia: potrebbero essere perse o, se ITA acquisirà il programma, si potrebbe trovare un modo per ‘trasferirli’ in ITA.

Il piano che si prospetta per il rilancio di ITA-Alitalia non piace ai sindacati, visti i pesanti tagli ed esuberi in vista: diverse sigle sindacali hanno già annunciato scioperi.

Quanto alle tempistiche, il ministro Giorgietti ha chiarito che “la nuova Alitalia che dovrà essere operativa il prima possibile, ragionevolmente ad agosto. La priorità ora è “garantire l’operatività per la stagione estiva” poi “ci sarà la nuova compagnia che partirà alle condizioni che si stanno definendo”, ha chiarito Giorgetti.

 

 

 

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia