Dovrebbe essere convocato alle 21 di questa sera il Consiglio dei ministri che porterà all’adozione delle nuove misure anti-Covid che dovranno entrare in vigore dopo il 6 gennaio, quando scadrà l’attuale decreto Natale.

In Cdm il premier Giuseppe Conte e i ministri approveranno un decreto con le nuove limitazioni allo spostamento delle persone, che sarà seguito a sua volta da un’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza. L’indicazione, fornita dal ministro degli Affari regionali Francesco Boccia, è quella di andare verso un “inasprimento delle soglie”. “Gli interventi fatti a Natale, ha spiegato Boccia in una intervista sulla Rai, “hanno evitato che ci fosse in Italia il liberi tutti”. La revisione della soglia del Rt “è stata condivisa da tutte le Regioni – ha dichiarato il ministro – perché tutti condividiamo la necessità di far scattare immediatamente le misure più restrittive quando si va oltre l’1”.

NUOVI CRITERI PER L’INDICE RT – Il riferimento è ai nuovi criteri di classificazione, col Comitato tecnico scientifico che va verso una revisione: l’ipotesi è che la soglia Rt necessaria per far scattare la fascia arancione sarà abbassata a 1, invece dell’attuale 1,25, con l’abbassamento anche di quella necessaria per far scattare la zona rossa, con Rt a 1,25 invece dell’attuale 1,50.

DAL 7 AL 15 GENNAIO – Il 7 e l’8 gennaio l’Italia potrebbe ripartire dalla zona gialla (con bar e ristoranti aperti ai clienti fino alle 18, poi consegna a domicilio e asporto). Il weekend del 9 e 10 gennaio si passa in zona arancione (ma si valuta anche la linea dura con la zona rossa) con la chiusura dei centri commerciali, dei bar e dei ristoranti (salvo ovviamente l’asporto).

Anche il prossimo fine settimana dovrebbe restare in vigore il divieto di ospitare più di due persone a casa, tra amici e parenti. Dal sette gennaio inoltre, con la scadenza del decreto Natale, verrebbe mantenuto fino al 15 il divieto di spostamenti tra Regioni, salvo che per ragioni di necessità.

Dall’11 al 15 gennaio le regioni tornerebbero dunque a ‘colorarsi’ i base alle indicazioni della Cabina di regia che deciderà, di concerto con l’esecutivo e con i ministeri competenti, le fasce di rischio.

LA ZONA BIANCA – Secondo un retroscena del Corriere della Sera, il ministro della Cultura Dario Franceschini si è fatto promotore di una proposta, che ha convito il premier Conte e gli altri ministri, che potrebbe essere presente già nel prossimo Dpcm. Si tratta di una “zona bianca” nella quale entrerebbero le regioni con gli indicatori migliori.

In queste regioni potrebbero riaprire i luoghi deputati alla cultura come musei, cinema, teatri, ma non solo: per bar e ristoranti si aprirebbe la possibilità di lavorare senza limiti di orario e anche piscine e palestre tornerebbero a funzionare a pieno ritmo. Il tutto ovviamente rispettando le regole basilari: mascherina, distanziamento e divieto di assembramento.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia