L’Italia conoscerà oggi il nuovo Dpcm, o per meglio dire la bozza che verrà consegnata dal governo ai presidenti delle Regioni, documento che verrà poi messo a punto entro lunedì. Ma al momento è escluso ogni segnale di riapertura, chiesto dall’insolita alleanza composta da Matteo Salvini e dal governatore Dem dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini.

Il messaggio è arrivato chiaramente dall’incontro tra Regioni ed esecutivo, rappresentato dai ministri della Salute Roberto Speranza e degli Affari Regionali Mariastella Gelmini, espliciti nel ribadire la continuità col governo Conte sulla linea dura. La differenza, non di poco conto, sarà sulla maggiore concertazione con gli enti locali e con le misure che verranno spiegate con largo anticipo ai cittadini. 

CHIUSURE FINO A PASQUA – Sulle riaperture quindi se ne parlerà non prima del 6 aprile, quando scadrà il prossimo Dpcm (quello attuale è in scadenza il 5 marzo), dopo le vacanze pasquali. L’unica apertura (ai governatori) è relativa alla disponibilità a istituire un tavolo di lavoro che possa valutare il cambiamento dei parametri e che vedrà seduti componenti delle Regioni e del governo. 

Il nuovo Dpcm, secondo quanto emerso, confermerà il divieto di spostamento tra le Regioni fino al 27 marzo e non consentirà di andare nelle seconde case se si trovano in zona rossa. Un possibile spiraglio arriva invece per teatri e cinema, col parere previsto oggi dal Cts sulla ripresa dal 27 marzo, ma legata all’andamento dell’epidemia.

“Il ministro Franceschini ha avviato un confronto con il Cts per far in modo che, superato il mese di marzo, si possano immaginare riaperture con misure di sicurezza adeguate. È un percorso, non è un risultato ancora acquisito. Ma è un segnale che va nella giusta direzione”, ha rilevato Gelmini.

L’ORDINANZA ATTIVA DAL LUNEDI – Altra novità riguarda l’entrata in vigore delle ordinanze sui ‘colori’ delle Regioni non più la domenica ma il lunedì, una concessione arrivata dal ministro Gelmini per aiutare le categorie economiche in maggiore difficoltà per l’epidemia di Coronavirus. 

LE REGIONI A RISCHIO – Oggi è atteso il monitoraggio sulle Regioni, con i dati che porteranno il ministro della Salute Roberto Speranza a firmare le nuove ordinanze sulla divisione in fasce. Diversi i possibili cambiamenti in ballo: sono sei le Regioni in bilico, dal Piemonte che passerà in fascia arancione al rischio probabile per altre come Lombardia, Lazio, Puglia, Basilicata e Marche. C’è chi invece potrebbe passare in rosso: è il caso di Campania ed Emilia Romagna. 

Nella prima a paventare la possibilità di zona rossa è stato il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, ma le misure restrittive potrebbero entrare in vigore solo nel capoluogo, con la  Regione che spera di restare arancione. Quanto all’Emilia Romagna, la Regione ha già messo nero su bianco l’ingresso di Bologna in zona arancione ‘scuro’, con la chiusura da lunedì prossime di tutte le scuole, a causa dell’aumentare dei casi Covid.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia