Il Dpcm che il premier Giuseppe Conte dovrebbe firmare entro mercoledì continua a prendere forma, con alcuni punti ancora in sospeso, come l’orario di partenza del ‘coprifuoco’ serale, ma spuntano già alcune anticipazioni importanti.

A RISCHIO 2 REGIONI – Sarebbero tre infatti le regioni che rischiano di dover adottare subito le misure più restrittive, compreso il lockdown generale. Per Lombardia e Piemonte il rischio è quello di finire immediatamente nello scenario di rischio più alto e rientrare da subito nelle prime ordinanze del ministero della Salute: le due regioni settentrionali hanno superato ampiamente la soglia dell’indice di trasmissibilità Rt pari a 2 (rispettivamente sono a 2.16 e 2.09).

I dati del nuovo monitoraggio atteso per domani potrebbero però segnare un cambiamento del trend, poiché potrebbero iniziare a riportare gli eventuali effetti legati alle misure dell’ultimo Dpcm.

Già ieri il ‘tandem’ lombardo ha cercato di frenare l’ipotesi di chiusura. “Non è automatico che la Lombardia sia in fascia più alta”, ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala, parole condivise dal governatore Attilio Fontana che ha sottolineato come “non si ipotizza nemmeno lontanamente un lockdown stile marzo e aprile”

LE MISURE NAZIONALI – A livello nazionale sarà disposta la chiusura nei giorni festivi e prefestivi dei centri commerciali per la “maggiora attrattività” che suscitano nei week end, ad eccezione di negozi alimentari parafarmacie e farmacie ed edicole dentro i centri. Chiuderanno anche “musei e mostre” nei giorni festivi e prefestivi, con riduzione al 50% della capienza dei mezzi pubblici locali e limiti a spostamenti da e verso regioni con elevato coefficiente di rischio, salvo comprovate esigenze lavorative, di salute o necessità.

Per quanto riguarda il coprifuoco serale, Conte ha annunciato limiti ai movimenti delle persone nelle fasce serali, senza specificare un orario ma parlando genericamente di “ora tarda”: segno della discussione ancora in atto nella maggioranza su quale orario scegliere. La prima ipotesi, la più dura, era di far scattare il coprifuoco alle 18, mentre ora quella più probabile è alle 21, con Italia Viva che spinge per ritardare la misura fino alle 23.

Tra le misure nazionali previste dal Dpcm c’è anche il passaggio alla Didattica a distanza al 100% per le scuole secondarie di secondo grado (ovvero licei e istituti superiori) . Ulteriori misure restrittive per le regioni a rischio più elevato saranno approvate “in base al coefficiente di rischio”.