Con 155 sì, 8 astenuti e 86 contrari, la Camera ha approvato la legge delega sul nucleare. Tra gli astenuti, il gruppo Iv, mentre – oltre alla maggioranza – si sono espressi a favore del provvedimento Azione e la componente Pld-Misto. Il testo passa ora all’esame del Senato.

Un disegno di 5 articoli che delega l’esecutivo ad adottare entro 12 mesi dalla sua entrata in vigore uno o più decreti legislativi per disciplinare, in particolare, la produzione e l’utilizzo, nel territorio nazionale, di energia da fonte nucleare sostenibile, la fabbricazione del combustibile nucleare; la disattivazione e lo smantellamento degli impianti esistenti; la gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare esaurito e la ricerca, lo sviluppo e l’utilizzo dell’energia da fusione. Per il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Pichetto Fratin, “compiamo un passo importante per il futuro energetico dell’Italia. Oggi abbiamo iniziato a porre le condizioni affinché il Paese sia pronto ad adottare il nucleare sostenibile quando le nuove tecnologie, alle quali puntiamo, saranno mature e disponibili all’inizio del prossimo decennio. Il nucleare sostenibile significa più sicurezza energetica, più decarbonizzazione, più indipendenza – spiega Pichetto – Vogliamo un’Italia meno dipendente dall’estero, con energia più accessibile per famiglie e imprese”.

I primi reattori nucleari potrebbero arrivare nel 2034-2035, ancora da definire il numero di centrali: dipenderà dalla domanda, dalle tecnologie e dai prezzi; nel Piano Nazionale dell’Energia la percentuale è nel mix tra l’11% e il 23%. Un provvedimento che guarda al futuro con la consapevolezza che le sole rinnovabili non bastano. Produrre energia a basso impatto ambientale, con meno emissioni di gas serra e più sicurezza energetica, è una scelta strategica ineludibile, soprattutto in questo scenario geopolitico.

Per la FAPI il via libera rappresenta una scelta strategica che guarda alle esigenze del sistema produttivo, in uno scenario internazionale “caratterizzato da instabilità geopolitica e forti oscillazioni dei prezzi dell’energia, è fondamentale – afferma il presidente Sciottodotare l’Italia di strumenti in grado di garantire sicurezza energetica, continuità degli approvvigionamenti e costi più sostenibili per imprese e famiglie. Il nostro Paese continua a scontare un divario nei costi energetici rispetto a molti partner europei, con effetti diretti sulla competitività delle aziende. Per questo riteniamo necessario adottare un approccio pragmatico, che affianchi allo sviluppo delle fonti rinnovabili anche tecnologie innovative, sicure e a basse emissioni come il nucleare di nuova generazione”.