Sul duplice omicidio di Sarzana si muove il Ministero della Giustizia. La Guardasigilli Marta Cartabia ha infatti chiesto ai suoi ispettori di avviare approfondimenti in merito al mancato arresto di Daniele Bendini, l’artigiano di 32 anni fermato per l’omicidio di Nevila Pjetri, la donna di origini albanesi uccisa alla Marinella di Sarzana, e indagato anche per la morte della transessuale Camilla, alias di Carlo Bertolotti.

Come emerso oggi, Bedini avrebbe dovuto essere in arresto: doveva scontare una pena di tre anni per una rapina a mano armata in una sala giochi di Massa Carrara. Nella città toscana sono infatti in corso accertamenti per capire cosa abbia impedito l’esecuzione della pena detentiva.

Anche il Procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi, che condivide con la ministra Cartabia la titolarità dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati, ha iscritto un procedimento conoscitivo sulla questione.

Come scrive oggi il Corriere della Sera, il nodo riguarda la sentenza definitiva nei confronti di Bedini risale a dicembre 2021, ma l’ordine di carcerazione era arrivato solo mercoledì, con i due omicidi avvenuti nei giorni precedenti. Il presidente del tribunale di Massa ha spiegato che stanno “verificando quale disguido o disservizio possa essere accaduto“, e che sono stati avviati “accertamenti interni” sul mancato arresto dopo la condanna definitiva.

Bedini è intanto in carcere a La Spezia, ormai da lunedì. Assistito dall’avvocato Reboa, il falegname si è avvalso della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio di convalida dell’arresto condotto dal giudice Garofalo. Qualora quest’ultimo decidesse per la scarcerazione, Bedini dovrebbe comunque rimanere in carcere proprio a causa della condanna passata in giudicato per la rapina commessa nel 2019 a Massa Carrara.

Quanto alle indagini, i carabinieri del Ris di Parma hanno iniziato stamani gli accertamenti sul pickup bianco in uso a Bedini: ma accertamenti verranno eseguiti anche sull’auto di Camilla, trovata dalla polizia poco distante dal luogo del secondo delitto, in cui erano state rinvenute tracce di sangue sul tappetino e due bossoli di proiettili calibro 22.

È stato svolto oggi invece l’esame autoptico sul corpo di Camilla che dovrà chiarire come è stata uccisa la trans e se i proiettili usati per ucciderla siano dello stesso calibro dei bossoli trovati in auto.

Redazione