Vanno avanti serratamente le indagini sull’omicidio avvenuto a Foggia nella serata del 28 dicembre, quando un uomo di 32 anni, Pietro Russo, è stato ucciso con colpi d’arma da fuoco sull’uscio della propria abitazione in via Lucera, alla periferia della città pugliese. Gli inquirenti, dopo aver escluso la pista mafiosa, si stanno concentrando su un presunto giro di furti d’auto.

A quanto si apprende Russo era solo in casa al momento dell’agguato. Non è escluso infatti che l’uomo si trovasse in casa quando il killer ha bussato alla sua abitazione, un piano terra di via Lucera, per far fuoco appena ha aperto la porta. La moglie e i suoi quattro figli, la più piccola di due anni e la più grande di 17, erano usciti da poco, raccontano nel quartiere.

Stando a una prima ricostruzione dei militari, l’uomo sarebbe stato colpito da alcuni colpi di pistola calibro 9, che lo hanno raggiunto prevalentemente al torace. Sono cinque, invece, i bossoli trovati sull’asfalto davanti all’abitazione della vittima.

I carabinieri, coordinati dal pm Vincenzo Bafundi della procura di Foggia stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita della vittima. Sembrerebbe che Russo non abbia avuto screzi o litigi nelle ore che precedono il suo omcidio. Gli investigatori hanno anche perquisito la casa dell’uomo ma – così come riferito all’ANSA – “non sono emersi elementi di rilievo investigativo”.

Difficile fare luce sul caso. Non aiuta il silenzio dei residente della zona che, ascoltati dai militari, hanno dichiarato di non aver visto e sentito nulla di particolare. Inoltre al momento dell’omicidio le telecamere presenti in casa di Russo erano spente.

Le indagini si stanno concentrando sul passato dell’uomo e sui suoi precedenti penali: il 32enne era noto alle forze dell’ordine per aver commesso reati contro il patrimonio. L’uomo venne coinvolto in un blitz del giugno 2015 quando fu arrestato insieme ad altre cinque persone per una sparatoria avvenuta al rione Candelaro tra due bande rivali per una birra non pagata.

Quello di Russo è il primo omicidio dell’anno avvenuto a Foggia, il settimo in Capitanata. Nel capoluogo dauno non si sparava in strada dal 2 gennaio 2020, quando venne ucciso nel traffico cittadino il pregiudicato Roberto D’Angelo.

Redazione