Sembra che in Italia sia iniziata la sesta ondata di Covid. A essere predominante è l’ultima variante, Omicron 5. Si tratta di una sottovariante che la settimana scorsa in base alla “flash survey” dell’Istituto superiore di sanità era la causa del 23% dei casi ma oggi è già considerata prevalente, cioè sopra al 50%. Il ritmo di crescita settimanale delle infezioni è tra il 50 e il 60%, con oltre 62 mila contagiati nell’ultimo bollettino, ma fortunatamente la stragrande maggioranza dei casi non sono gravi. Lo dimostrano i tassi di occupazione dei letti ospedalieri, ancora molto bassi.

Quali sono i sintomi di omicron 5?

Sembra che tutto inizi con un banale raffreddore con mal di gola. In tanti convinti che si tratti solo di un banale mal di gola da aria condizionata troppo forte in ufficio o da qualche sudata raffreddata, non si preoccupano. Poi il tampone mostra la sua verità. Raffreddore e mal di gola, al contrario delle altre varianti, per Omicron 5 compaiono quasi sempre. Il virus sembra colpire preferibilmente le alte vie respiratorie senza scendere nei polmoni. C’è una minore incidenza dei disturbi di gusto e olfatto. La febbre può essere elevata e accompagnata da dolori muscolari e alle articolazioni, come nell’influenza. La maggior parte delle persone che contrae Omicron 5 ha sintomi facilmente gestibili a casa.

Omicron 5 e mal di gola

Domenico Scopelliti, direttore di chirurgia maxillo-facciale dell’ospedale San Filippo Neri, intervistato dal Corriere spiega come riconoscere questo mal di gola da Covid: “Si tratta di una faringodinia (condizione dolorosa) diffusa tra faringe e tonsille. Il mal di gola è persistente, a volte accompagnato dalla sensazione di un corpo estraneo , questo perché le pareti della faringe si ispessiscono . Il fastidio si avverte durante la deglutizione. Questo sintomo dura da 3 giorni a due settimane e caratterizza anche il long Covid così come la spossatezza”.

Gli altri sintomi di Omicron 5

È sempre presente una estrema debolezza che richiede molto riposo. L’inappetenza è una delle conseguenze. La febbre può arrivare oltre i 38 gradi e durare fino a 4-5 giorni. L’unico modo per riconoscere il Covid da una influenza qualunque o un raffreddamento resta il tampone.

Quanto dura la positività a Omicron 5?

Secondo quanto osservato dagli esperti, la positività per Omicron 5 è meno duratura di quella alle sottovarianti precedenti, anche dopo meno di una settimana ci si negativizza.

I tamponi funzionano per rilevare la positività?

Concetta Castilletti, responsabile unità operativa virologia istituto Negrar spiega dalle colonne del Corriere della sera che una bassa carica virale iniziale, prima della comparsa dei sintomi o al loro esordio, può non essere messa in evidenza dal tampone. In caso di peggioramento o persistenza dei sintomi è bene effettuare un secondo test a distanza di 24-48 ore dal primo come raccomandano le linee guida internazionali e di alcune società scientifiche italiane, che non sono cambiate nemmeno dopo l’arrivo delle nuove varianti.

Omicron 5 infetta anche chi ha fatto il vaccino o è già stato contagiato?

Omicron 5 è in grado di “bucare” la protezione più delle altre varianti e sottovarianti, anche se chi ha ricevuto le somministrazioni rischia molto meno di sviluppare una malattia grave. Ne è convinto Mauro Pistello, vicepresidente della Società italiana di microbiologia che lavora a Pisa, intervistato da repubblica. “Del resto i vaccini sono stati disegnati per le varianti precedenti – dice ancora il professore pisano – per questo sono meno attivi contro Omicron 5. Inoltre va considerato il tempo che è trascorso dalle somministrazioni. Se mi sono vaccinato a gennaio oggi sono meno protetto di chi ha concluso il ciclo a marzo”. Omicron 5 può infettare anche chi ha avuto sottovarianti precedenti di Omicron. “Non c’è quella che chiamiamo “cross protection” assoluta tra sottovarianti. Ovvio però che chi ha preso Alfa o Delta adesso rischia di più di infettarsi di nuovo”.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.