Vietato criticare Di Matteo. Perché criticare Di Matteo, secondo il teorema di alcuni pm, equivale a disonorare Falcone e Borsellino. «Perché mai un magistrato di procura specializzato nella benemerita lotta giudiziaria alla mafia (benemerita se condotta con mezzi legali e costituzionalmente consentiti) dovrebbe vantare una sorta di pretesa a occupare il ruolo di direttore del Dap?», si era chiesto ieri nella bella intervista che ha concesso al Riformista, il presidente emerito della Consulta, Valerio Onida. Parole che hanno attirato contro di lui, gli strali di Catello Maresca.

«Il presidente Onida – ha tuonato il sostituto procuratore di Napoli – con le sue dichiarazioni sui magistrati antimafia disonora la memoria di Falcone e Borsellino. Peraltro lo fa nei giorni nei quali si commemora la strage di via D’Amelio e in un periodo nel quale la lotta alla criminalità organizzata rischia di subire durissimi colpi e un drammatico arretramento». Ma non basta. Onida, rincara Maresca, «chiarisca le sue dichiarazioni sul collega Di Matteo e chieda scusa a tutti i magistrati antimafia». Secca la replica che il presidente Onida affida alle colonne del Riformista: «Non intendo e non mi pare il caso di replicare a dichiarazioni che non portano argomenti, ma solo usano i nomi e la memoria di Falcone e Borsellino per alimentare polemiche infondate»