La città ideale
Orvieto città ideale, Proietti: “Con le sue eccellenze l’Umbria guidi il cambiamento”
«L’innovazione è una responsabilità delle istituzioni, significa creare condizioni reali perché talento, ricerca e impresa possano generare sviluppo, lavoro e qualità della vita. In una regione come l’Umbria, che unisce tradizione e capacità creativa, il futuro si costruisce mettendo in connessione conoscenza, tecnologia e territori», commenta la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, che oggi interverrà a “Futuro Prossimo”. «Questi appuntamenti segnano il punto di incontro tra visione e realtà: un luogo in cui il patrimonio culturale, che affonda le sue radici nella storia e nell’identità del nostro Paese, dialoga con le frontiere più avanzate della ricerca, dallo spazio all’Intelligenza Artificiale, fino alle applicazioni che stanno trasformando la vita quotidiana delle persone. Questo confronto multidisciplinare è ciò di cui abbiamo bisogno per costruire politiche pubbliche efficaci, capaci di leggere il cambiamento e orientarlo».
Proietti spiega quindi il compito delle istituzioni. «Siamo chiamati a creare un ecosistema favorevole, in cui università, centri di ricerca, imprese e sistema finanziario possano operare in modo integrato. In Umbria stiamo lavorando per rafforzare questa rete, mettendo al centro il trasferimento tecnologico e la capacità di trasformare la conoscenza in valore economico e sociale. Crediamo in un’Umbria come guida del cambiamento, che valorizza le proprie eccellenze e le proietta in una dimensione nazionale e internazionale». All’atto pratico, le risorse europee e del Pnrr rappresentano una leva fondamentale per sostenere la nascita e la crescita di startup innovative, accompagnare le imprese nei processi di digitalizzazione e transizione ecologica, investire nelle infrastrutture materiali e immateriali e rafforzare le competenze, a partire dai giovani. «Il nostro obiettivo – aggiunge la presidente della Regione – è rendere l’Umbria un territorio sempre più attrattivo, capace di trattenere talenti e di richiamarne di nuovi, offrendo opportunità concrete di lavoro qualificato e di crescita professionale».
L’innovazione deve avere ricadute virtuose sulla qualità della vita. Le città umbre, in questo senso, sono già un benchmark. Secondo la classifica del Sole 24 ore, nel 2025, Perugia è risultata 37esima su 107 province, guadagnando tre posizioni rispetto all’anno precedente. Le istituzioni però sono impegnate in un progetto di miglioramento dei servizi pubblici, a partire dalla sanità, con un forte investimento sulla digitalizzazione e sull’integrazione dei percorsi di cura. «La tecnologia deve diventare uno strumento di prossimità ed equità». In questo percorso, il rapporto con il mondo della finanza è altrettanto decisivo. La capacità di orientare risorse verso progetti innovativi, sostenibili e ad alto valore aggiunto è una condizione essenziale per trasformare le idee in sviluppo concreto. «Guardando al futuro, la sfida è consolidare un modello di sviluppo che tenga insieme crescita economica, sostenibilità e inclusione. L’Umbria ha tutte le caratteristiche per farlo: un patrimonio culturale e ambientale unico, un sistema di competenze qualificato, una dimensione territoriale che consente sperimentazione e innovazione su scala reale».
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