La città ideale
Space Factory, Salza ad Orvieto: “Lo spazio è una nuova frontiera che risolve i problemi della Terra”
La creatività non esiste se manca di visione. Ovvero quella propensione al rischio di compromettere un sogno che non si sa se sia possibile finché non è reale. Oggi a Orvieto sarà presente Norberto Salza, fondatore di Space Factory, azienda aerospaziale leader in sistemi di rientro dallo spazio e laboratori orbitali per la ricerca in microgravità. A volte si pensa allo spazio come a qualcosa di irraggiungibile, un traguardo tecnologico lontano. L’ambiente orbitale è un laboratorio strategico per risolvere le sfide quotidiane sulla Terra. Investire nello spazio significa innanzitutto investire nel benessere della collettività, puntare a un futuro nel quale molte delle cose che oggi percepiamo come un limite potranno e saranno superate. In questo contesto, Space Factory lavora per rendere l’orbita terrestre una risorsa accessibile e utile al futuro di ognuno di noi.
I MiniLab, per esempio, ideati e prodotti dal Gruppo, sono piccoli laboratori spaziali che operano in assenza di gravità. Sono piattaforme di ricerche mediche impossibili sulla Terra, come lo studio di nuove cure per l’osteoporosi o l’analisi della fertilità femminile. I MiniLab sono uno strumento che Space Factory ha sviluppato e che mette a disposizione dei centri di ricerca e delle aziende farmaceutiche di tutta Europa. «Fino a pochi anni fa, la sperimentazione biopharma nello spazio era un’attività di frontiera, oggi è uno dei settori più promettenti nello sviluppo dell’economia dell’orbita bassa», spiega Salza. «La possibilità di accedervi a costi contenuti è certamente una linea di sviluppo scientifico e industriale da perseguire per le ricadute che possono avere sulla ricerca farmacologica sulla Terra».
A questa sfida Space Factory ha risposto con quello che in molti film viene chiamato “scudo spaziale”, IRENE, ovvero un dispositivo protettivo che consente ai micro/minisatelliti e ai micro laboratori di superare l’atmosfera terrestre senza prendere fuoco, portando il carico utile integro a Terra. Il Gruppo guidato da Salza ha sede a Napoli e collabora con le più importanti realtà universitarie italiane ed europee. Per questo, l’appuntamento di oggi con un pubblico di studenti è strategico. «Sarà un momento di riflessione e divulgazione. Toccare con mano un microsatellite aiuta a essere curiosi, a comprendere che quello che si riteneva impossibile solo pochi anni fa adesso è un fatto».
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