Papa Francesco torna sulla sua salute, che ha fatto preoccupare i fedeli e alimentato voci sulle sue dimissioni. E invece niente. Papa Bergoglio sta bene, in forma, e ne ha parlato al colloquio con i Gesuiti nel recente viaggio in Slovacchia. Sono “ancora vivo – ha detto il Pontefice – Nonostante alcuni mi volessero morto. So che ci sono stati persino incontri tra prelati, i quali pensavano che il Papa fosse più grave di quel che veniva detto. Preparavano il conclave. Pazienza! Grazie a Dio, sto bene“.

Il Papa ha parlato in particolare dell’operazione al colon, durata tre ore, al Policlinico Gemelli alla quale si era sottoposto lo scorso luglio, per una stenosi diverticolare con segni di diverticolite sclerosante. “Fare quell’intervento – ha spiegato il Pontefice – è stata una decisione che io non volevo prendere: è stato un infermiere a convincermi. Gli infermieri a volte capiscono la situazione più dei medici perché sono in contatto diretto con i pazienti”. A fine agosto a una radio spagnola il Pontefice aveva già raccontato come per la seconda volta nella sua esistenza un infermiere gli ha salvato la vita.

“Quando un Papa è malato, si alza un vento o un uragano di Conclave”, aveva detto allora. Di nuovo l’estate è stata infatti costellata di chiacchiere sulle imminenti dimissioni del Papa. Prontamente smentite. “Per esempio, c’è una grande televisione cattolica che continuamente sparla del Papa senza porsi problemi. Io personalmente posso meritarmi attacchi e ingiurie perché sono un peccatore, ma la Chiesa non si merita questo: è opera del diavolo. Io l’ho anche detto ad alcuni di loro – ha detto Francesco sulle critiche a lui rivolte – Sì, ci sono anche chierici che fanno commenti cattivi sul mio conto. A me, a volte, viene a mancare la pazienza, specialmente quando emettono giudizi senza entrare in un vero dialogo. Lì non posso far nulla. Io comunque vado avanti senza entrare nel loro mondo di idee e fantasie. Non voglio entrarci e per questo preferisco predicare”.

Il Papa è stato anche criticato per la recente decisione sulla Messa in latino. Per lui la “sofferenza della Chiesa” oggi è “la tentazione di tornare indietro”, “è una forma di colonizzazione ideologica. Non è un problema davvero universale, ma piuttosto specifico delle Chiese di alcuni Paesi. La vita ci fa paura”, “la libertà ci fa paura. In un mondo che è così condizionato dalle dipendenze e dalla virtualità ci fa paura essere liberi“. Le conversazione pubblicata da Civiltà Cattolica è stata anticipata da La Stampa.

Pericolosa invece è “l’ideologia del gender” perché “astratta rispetto alla vita concreta di una persona, come se una persona potesse decidere astrattamente a piacimento se e quando essere uomo o donna. L’astrazione per me è sempre un problema. Questo non ha nulla a che fare con la questione omosessuale – ha proseguito il Papa -, però. Se c’è una coppia omosessuale, noi possiamo fare pastorale con loro, andare avanti nell’incontro con Cristo. Quando parlo dell’ideologia, parlo dell’idea, dell’astrazione per cui tutto è possibile, non della vita concreta delle persone e della loro situazione reale”.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.