Sono tantissime le mamme che in tutto il mondo hanno partorito durante la pandemia. Se per i contagi il peggio per il momento sembra essere passato, nelle strutture sanitarie continuano a persistere tanti disagi per le mamme che ancora devono partorire. Tra queste c’è Carolina, una giovane ormai neomamma che ha raccontato il suo parto in un epoca complicata “destinata ad essere raccontata nei libri di storia”, come dice lei.

Il racconto inizia a poche ore prima di entrare in clinica. “Non ho paura – dice – è più che non me l’aspettavo che questo momento andasse così. Avevo sempre immaginato di poterlo condividere con tutte le persone a me care e invece per via del rischio covid nemmeno il mio compagno potrà starmi vicino”. Per evitare qualsiasi rischio, le strutture sanitarie hanno eliminato la possibilità per le donne di essere accompagnate in sala parto e in molti casi persino nelle stanze, per fare compagnia alle degenti. “Il mio compagno potrà vedere il bimbo solo attraverso il vetro in un appuntamento prestabilito – continua il racconto Carolina – E con me ci sarà mia madre ma solo in stanza, non potrà assistermi in sala parto. All’inizio mi sono molto dispiaciuta per tutto questo poi però ci ho fatto l’abitudine e mi sono detta che il bello sarebbe venuto soltanto dopo, quando sarebbe nato il mio piccolo Ivo”.

Tra i disagi c’è anche quello di non aver potuto comprare nulla per preparare l’arrivo del nascituro. “Io ho partorito quando la pandemia era appena finita – dice – ho dovuto acquistare tutto online: per me non c’è stato nessun giro per i negozi in cerca di vestitini o dell’occorrente che volevo. Ma alla fine ho trovato tutto ciò che mi serviva”. Per tutte le mamme il momento del parto resta indelebile nella memoria delle mamme. Per chi nasce dopo il fatidico marzo 2020 continuerà ancora ad essere molto diverso da come se l’aspettavano in tanti. “Non importa la paura, le difficoltà o i disagi: avere il proprio bimbo tra le braccia è l’esperienza più bella che ci possa mai essere”.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.