Durante il lockdown sono nati 116 milioni di bambini in tutto il mondo. Per tutti loro e per i loro genitori è iniziata una nuova avventura senza precedenti, quella di nascere nel pieno di una pandemia. Andrea, Carolina e Barbara non si aspettavano di ritrovarsi da sole in sala parto, Luciano non avrebbe mai potuto immaginare che avrebbe vissuto questo momento così importante della sua vita in auto fuori una clinica senza sapere il momento esatto in cui Giulia, la sua promogenita, avrebbe visto la luce e Marinù non poteva sapere che il primo bacio al nipotino appena nato lo avrebbe potuto dare solo 15 giorni dopo il suo arrivo a casa.

Le difficoltà che hanno dovuto affrontare i genitori di Giulia, Marichiara, Eleonora e Matteo sono state molteplici. Prima l’ansia di dover partorire durante una pandemia, dover entrare in un ospedale con il rischio di contrarre il virus. “È stato terribile vivere gli ultimi mesi di gravidanza bombardati dalle notizie sul coronavirus – racconta Luciano – la paura cresceva ogni giorno”. Poi il parto, da sole, senza che nessuno aspettasse le neomamme fuori la porta per abbracciarle e gioire insieme. C’è chi come Andrea è entrata in ospedale accompagnata dalla mamma Marinù che poi è dovuta rimanere sempre in stanza per tre giorni senza mai poter uscire. “Ho aspettato in stanza anche durante il parto cesareo – racconta Marinù – Ero in ansia da morire, pensavo: e se qualcuno in sala parto ha il covid e non lo sa?”. “Per me la cosa più butta è stata quella di non poter toccare il mio bambino – racconta Andrea – Appena è nato lo potevo solo sentir piangere. Poi l’ho visto un giorno e mezzo dopo nel nido, bardata di mascherina. Gli ho potuto dare il primo bacio solo quattro giorni dopo quando lo abbiamo portato a casa”.

“Il peggio è stato non poter condividere tutte queste emozioni con tutti i miei amici e parenti – racconta Claudia – Ho desiderato a lungo questa bambina e la gioia era immensa. Ho potuto condividerla solo tramite whatsapp”. Purtroppo la paura del virus e di una nuova ondata di contagi impone ancora regole ferree soprattutto negli ospedali e nelle strutture sanitarie. Così i disagi toccheranno ancora a molte mamme. “Una cosa bella come una nascita in questo periodo è diventata un po’ triste – dice Andrea – ma non preoccupatevi: non c’è niente di più bello di stringere al petto il proprio bambino. Questo dà la forza di superare qualsiasi cosa”.