Assolto perché il fatto non costituisce reato: Alex Pompa, il 30 aprile 2020, appena maggiorenne in un’abitazione di Collegno aveva ucciso il padre, Giuseppe Pompa, 52enne operaio. La sentenza è stata pronunciata ieri sera dalla Corte di Assise di Torino dopo quasi sei ore di Camera di consiglio. Lo scorso 8 novembre, il pubblico ministero Alessandro Aghemo, aveva chiesto per l’imputato, difeso dall’avvocato Claudio Strata, 14 anni di reclusione, motivando come il giovane abbia davvero voluto commettere l’omicidio, colpì il padre con una trentina di coltellate, senza dare la possibilità al genitore di difendersi e, ancora, avendo una reazione spropositata e differente rispetto a quella del fratello a conclusione di quella ennesima lite familiare.

In quell’occasione era stato lo stesso pm a concedere una riduzione di pena per la seminfermità di Alex ed aveva invitato la Corte a tenere in considerazione la concessione delle attenuanti generiche per come si è comportato durante il processo e per le provocazioni subite durante quella drammatica sera. In mattinata l’avvocato difensore aveva fatto ascoltare in aula alcune registrazioni che risalivano ai giorni precedenti l’omicidio, in cui si udivano le pesanti minacce rivolte dalla vittima alla moglie Maria, ad Alex e all’altro figlio Loris. Le sentenze di assoluzione con la formula “non costituisce reato” in caso di omicidio sono rarissime nella storia giudiziaria.