Questa volta il disastro è stato evitato. Questa mattina la Guardia di Finanza di Catanzaro ha eseguito 6 misure cautelari che riguardano i lavori di manutenzione straordinaria sul ponte ‘Morandi’ del capoluogo ed un tratto della strada statale 270 ‘Due Mari’, sequestrando il viadotto “Bisantis”, il nome è omaggio a Fausto Bisantis, l’amministratore provinciale di Catanzaro che ordinò la costruzione di quel viadotto, ma che in città è noto appunto come ponte ‘Morandi’.

Un nome che ormai in Italia è tristemente associato alla tragedia di Genova, dove il 14 agosto del 2018 il viadotto Polcevera ideato dall’ingegnere Riccardo Morandi crollò provocando la morte di 43 persone e il ferimento di oltre 500 cittadini.

Nell’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, denominata ‘Brooklyn’, sono finiti in carcere due imprenditori ed un finanziere “infedele” che li aggiornava sulle indagini, mentre un terzo imprenditore ha ricevuto la notifica di arresti domiciliari; inoltre un ingegnere Anas è stato interdetto dalla professione per sei mesi ed un geometra per nove.

Il giudice per le indagini preliminari ha inoltre disposto il sequestro preventivo di tre società edili, di 200mila euro quale profitto dei reati e quello dello stesso viadotto Bisantis, opera simbolo della città capoluogo regionale, e della galleria Sansinato. Il ponte e la galleria restano aperti ma vi saranno svolte opportune verifiche tecniche.

I reati contestati a vario titolo sono di intestazione fittizia e associazione a delinquere con modalità e finalità mafiose, corruzione, auto-riciclaggio, frode in pubbliche forniture, truffa. L’ispettore della Finanza arrestato, già coinvolto nell’operazione ‘Rinascita Scott’, è invece indagato per corruzione in atti giudiziari e rivelazione di segreto d’ufficio per fatti commessi quando era in servizio presso la Dia di Catanzaro.

In alcune intercettazioni diffuse dalla DDA in cui sono protagonisti il direttore tecnico dei lavori, il capo cantiere e un rappresentante della ditta fornitore, emerge l’impiego nelle lavorazioni di un tipo di malta di qualità scadente, più economica di quella inizialmente utilizzata.

“Secondo lui dice non va bene. Perché noi al Morandi con questo materiale l’abbiamo fatto… e casca tutto”. È un passaggio in cui parla il capo cantiere. “(Direttore tecnico): A me serve nu carico 488 urgente, altrimenti devo vedere…devo mettere quella porcheria di ******* qui sui muri eh.., che c’hanno stoccato per Catanzaro nu…nu bilico…però vorrei evitare ste simbrascugli…(Rappresentante ditta fornitore): eh…fai…fai…fai…fai una figura di me**a… perché quel prodotto non funziona. (Direttore tecnico): che prodotti stai usando? Gli ho detto sto usando *******. Ma purtroppo perché è una questione finanziaria. Gli ho spiegato io è come su? Fanno cag*re…(sorride). (Rappresentante ditta fornitore): eh….(Capo cantiere): oh Gaetà, è passato ******** quest’altro fenomeno ca’ no. (Direttore tecnico) : eh…(Capo cantiere): e stasera misura, vabbè? L’aggiu pigghiate ma ha visto qui. Dove a’mo spicconare hai visto?”.

Il viadotto Bisantis è la principale strada di accesso a Catanzaro: realizzato dalla So.Ge.Ne di Roma, fu inaugurato nel 1962 a soli 3 anni dall’inizio dei lavori autorizzati dall’allora presidente della Provincia Fausto Bisantis. Il ponte ad arco è stato costruito su progetto dell’ingegnere Morandi su una sola arcata in calcestruzzo armato ed al momento dell’inaugurazione era il primo ponte al mondo in calcestruzzo armato per l’altezza ed il secondo per luce. Oggi, per altezza, è il secondo in Europa con quelle caratteristiche.

 

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia