Libri
“Pop Platform Seriality. Nuove esperienze di fruizione audiovisiva”: come cambia la serialità contemporanea secondo Martina Masullo
Analizzare le trasformazioni della serialità contemporanea nell’ecosistema delle piattaforme digitali, mettendo in luce le nuove dinamiche culturali e sociali legate ai processi di produzione e fruizione audiovisiva.
Sono i temi contenuti in “Platform Seriality. Nuove esperienze di fruizione audiovisiva”, a cura di Martina Masullo, pubblicato lo scorso autunno per Edizioni Martin Eden. Il libro, con la prefazione di Alfonso Amendola, è di natura corale. Muove dalle più recenti riflessioni sul rapporto tra serialità, modelli di consumo e riproducibilità e sviluppa il concetto di racconto seriale come forma narrativa aperta, fino ad arrivare alla nozione di post-serialità e alla sua evoluzione nel paradigma della “pop platform seriality”. In questo scenario, le piattaforme digitali emergono come spazi privilegiati di sperimentazione, capaci di ridefinire linguaggi, estetiche e pratiche sociali.
“Quando parliamo di serialità – spiega Martina Masullo -, oggi non possiamo fare riferimento solo a quella televisiva, ma a qualcosa di più ampio. La platform seriality non include solo le piattaforme di streaming come Netflix, Prime Video, Disney Plus, ma anche quelle di social networking che espandono le narrazioni e l’esperienza di fruizione. Allo stesso tempo, il consumatore di contenuti diventa anche produttore (prosumer), generando meme, reels e video a partire proprio dai contenuti seriali e attribuendogli nuovi significati”. Sospese tra reticolarità e dinamismo cognitivo, le narrazioni contemporanee consentono di rielaborare il passato in forme innovative, contribuendo alla costruzione di nuove eredità culturali per le generazioni future. Il volume affronta inoltre temi centrali quali la trasformazione delle audience, il superamento dei modelli seriali tradizionali, l’impatto dei dispositivi digitali nei processi identitari, l’estetica delle piattaforme – con particolare riferimento al modello Netflix – e la frammentazione narrativa tipica dei social network. In un panorama segnato dalla convergenza mediale e dalla dimensione post-mediale, il lavoro propone una riflessione sistemica sul passaggio dalla post-serialità a una nuova forma di serialità “ultra-pop”, capace di reinterpretare i modelli del passato alla luce delle estetiche contemporanee. “Soprattutto le nuove generazioni – prosegue la curatrice del libro – oggi non guardano solo le serie, ma le abitano: a partire da esse, cioè, costruiscono le proprie identità e i propri spazi relazionali”. Al volume contribuiscono studiosi di rilievo nel campo dei media studies e della sociologia della comunicazione, tra cui Pietro Ammaturo, Paola De Rosa, Sergio Brancato, Antonia Cava, Alessio Ceccherelli, Vanni Codeluppi, Marco Colacino, Emiliano Ilardi, Elisabetta Gola, Fabio La Rocca, Antonio Rafaele e Tito Vagni.
Nota biografica
Martina Masullo è dottoranda in Politica e Comunicazione (Policom) presso l’Università degli Studi di Salerno, dove sviluppa un progetto di ricerca sul wayfinding design e la comunicazione inclusiva. Collabora con le cattedre di Sociologia dei processi culturali, Media classici e media digitali e Sociologia dell’immaginario tecnologico. I suoi interessi di ricerca includono audience e television studies, serialità e mediologia della letteratura, con particolare attenzione ai consumi generazionali.
© Riproduzione riservata




