Ci eravamo tanti amati. Carlo Calenda, ex ministro dello Sviluppo Economico ai tempi del governo Renzi, contro l’ex premier e leader di Italia Viva. Terreno di scontro tra i due politici ‘liberal’ è la questione Fca, l’ex Fiat che avrebbe chiesto un prestito da 6,5 miliardi di euro con fondi garantiti dallo Stato per fare fronte alla crisi dovuta dall’emergenza Coronavirus.

A far nascere la contesa politica era stato il vicesegretario del Pd Andrea Orlando, che aveva avanzato dubbi sull’opportunità della richiesta da parte di un gruppo industriale che ha in Olanda la sede fiscale e a Londra quella legale, un modo per ottenere agevolazioni fiscali sulla tassazione. Senza imbarcarci in discussioni su che cosa è un paradiso fiscale credo si possa dire con chiarezza una cosa: un’impresa che  chiede ingenti finanziamenti allo Stato italiano riporta la sede in Italia. Attendo strali contro la sovietizzazione e dotti sermoni sul libero mercato”, aveva scritto Orlando in un tweet pubblicato sabato.

Le parole di Orlando hanno quindi portato ad uno scontro nella stessa maggioranza di governo, con l’economista di Italia Viva Luigi Marattin che aveva ribattuto punto su punto alle parole di Orlando, in un post di ‘debunking’ sulla vicenda Fca.

Questa mattina quindi l’intervento di Renzi e Calenda. Per l’ex premier Fca fa “bene” a chiedere un prestito alle banche da 6 miliardi” per tenere aperte le fabbriche in Italia”. Per il leader di Italia Viva infatti è “sbagliato evocare “poteri forti” e “interessi dei padroni”. E’ un prestito che serve a investire in Italia: che male c’è? Mi sarei preoccupato se non lo avesse fatto”.

Parole alle quali risponde l’ex ministro nel suo esecutivo, il leader di Azione ed eurodeputato Carlo Calenda. Per ‘smontare’ la narrazione renziana Calenda riassume la sua contrarietà in 8 punti: “FCA non ha mai rispettato il piano degli investimenti previsto per l’Italia; 2) avrebbe la liquidità per sostenere il gruppo ma la tiene nella capogruppo per distribuire un maxi dividendo pre fusione PSA: 3) quel maxi dividendo non verrà tassato; 4) nessuna casa automobilistica UE tranne Nissan/Renault ha sede fuori dal proprio paese 5) il programma Sace ha rilasciato 6 garanzie per 40 milioni. Ci sono migliaia di imprese con sede in Italia che aspettano 6) non serve a finanziare i fornitori ma a pagargli il dovuto; 7) siete talmente appecoronati ai grandi gruppi che non riuscite neanche a fare un negoziato come Dio comanda, 8) Repubblica che fino a ieri sosteneva la linea Landini vs Fiat (sbagliata) da quando è stata comprata da Elkann dipinge FCA come una onlus”.