Svolta nelle indagini sull’omicidio di Marcello Toscano, il professore di sostegno di 64 anni trovato cadavere nel cortile dell’edificio dove insegnava, la Marino Guarano di Melito (Napoli), poco dopo le 21.30 di martedì 27 settembre. Dopo circa 24 ore è stato sottoposto a fermo un collaboratore scolastico che lavora nello stesso edificio.

All’uomo – lungamente ascoltato dagli inquirenti – la procura di Napoli Nord, guidata da Maria Antonietta Troncone, contesta il reato di omicidio. Si tratta – così come riferisce Il Mattino – di Giuseppe Porcelli. Non è ancora chiaro il movente dell’omicidio. Il fermo dovrà essere convalidato nelle prossime ore dal giudice.

Sconcertanti le parole di un altro docente, Andrea Cipolletti, che insegna in una scuola nel vicino quartiere di Scampia ed era amico della vittima: “Marcello a mezzogiorno ha chiesto a un suo collega di insegnargli a mandare la posizione tramite WhatsApp, probabilmente si sentiva in pericolo”. Parole sulle quali sono in corso accertamenti dei carabinieri a lavoro per verificare se Toscano avesse rivelato qualcosa ai suoi colleghi poche ore prima di essere ucciso.

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Toscano è stato ucciso con almeno cinque coltellate all’addome. Il suo corpo è stato ritrovato dietro a un cespuglio nei pressi di un piccolo edificio dove in passato viveva il custode della scuola. C’è un buco di sette ore con gli inquirenti che stanno provando a ricostruire le ultime ore di vita del 64enne, originario di Mugnano e in passato consigliere comunale in quota Pd. Toscano era a scuola per le lezioni ed è stato in aula fino alle 13. Poi da qui iniziano i mille interrogativi. 

L’uomo non è tornato a casa e dalle 15 è stato più volte chiamato sul cellulare dai familiari. Alle 19 il figlio Ciro si è recato dai carabinieri per denunciarne la scomparsa. Passano due ore e l’altra figlia, Ezia, segnala ai militari dell’Arma la presenza dell’auto del genitore nel parcheggio all’esterno della scuola. I militari hanno fatto aprire i cancelli al custode (che non vive nello stesso edificio dove si trova la scuola) e dopo aver ispezionato tutti i locali hanno ritrovato il corpo del 64enne dietro un’aiuola, a poca distanza dall’edificio dove in passato abitava il custode.

Proprio nei pressi di questo edificio sarebbero state trovate tracce di sangue che potrebbero essere riconducibili alla vittima anche se sarà l’esame del Dna a cristallizzarlo. In caso contrario potrebbero appartenere invece a chi ha ucciso o partecipato all’omicidio del docente. Tracce ematiche che sono state trovate a pochi metri dal cadavere: non è presente una scia di sangue, quindi presumibilmente il corpo non è stato trascinato. Nessuna traccia anche del coltello utilizzato da chi ha ucciso il professore.

In attesa degli accertamenti della Scientifica, i carabinieri hanno ascoltato numerose persone che hanno incontrato Toscano nella mattinata di ieri. Dalla preside ai colleghi docenti passando per i collaboratori scolastici agli stessi alunni. Ascoltati anche i familiari, a partire dalla moglie. Si scava nella vita personale del 64enne anche se per il momento non è emerso nulla di rilevante su possibili controversie sia in ambito lavorativo (rapporti turbolenti con alunni) che privato.

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Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.