È ancora ricoverato al Santobono di Napoli il 13enne accoltellato poco dopo le 14 di martedì 17 maggio, all’istituto Marino Guarano di Melito, comune a nord di Napoli. Sua mamma veglia al suo fianco in attesa che i medici possano sciogliere la prognosi. Il 13enne è stato colpito alla schiena con un fendente ancora non meglio identificato per mano di un compagno di classe poco prima l’uscita di scuola. Il 13enne è stato subito portato in ospedale e medicato con tre punti. Pochi millimetri in più e quel fendente avrebbe potuto causare danni seri al midollo spinale. Una violenza tra piccolissimi e tra le 4 mura della scuola, il posto sicuro per i ragazzi.

La prognosi per il ragazzino resta riservata, bisognerà aspettare ancora qualche giorno per stabilire eventuali danni al sistema nervoso. “Mio figlio è vivo per miracolo – ha detto la mamma del giovane intervistata dal mattino – purtroppo resta ricoverato per una infezione alla ferita e una leggera insensibilità a una gamba, avvertita a seguito del colpo infertogli”. La preoccupazione è grande e anche la rabbia e l’incredulità per quanto accaduto: “Chi ha agito aveva un coltello a scatto tra le mani, mio figlio ricorda di averlo visto luccicare”, continua la mamma.

Intanto l’arma da taglio non sarebbe ancora stata trovata e procedono le indagini per capire cosa sia successo in quei terribili istanti. Il Mattino riporta anche la ricostruzione dei fatti raccontata dalla sorella del 13enne ferito: “Mentre si apprestavano a uscire dall’aula chi ha ferito mio fratello gli ha sferrato un primo colpo, centrando con la lama lo zaino, che portava per abitudine sul lato anteriore. Poi girandosi di scatto lo ha colpito alle spalle. Mio fratello dall’inizio dell’anno scolastico è sotto pressione psicologica, per i continui atti di bullismo subiti da quell’individuo. Ne avevamo parlato con alcuni responsabili della scuola, ma senza ottenere risultati concreti; è un bravo ragazzo, studia con profitto e non ha mai dato grattacapi in famiglia. È stata l’insegnante ad avvertirci del ferimento, al termine, credo, della lezione di inglese”.

L’episodio ha fortemente scosso l’intera comunità che si è riunita, insieme al sindaco Luciano Mottola, per capire come affrontare un momento tanto drammatico. “C’è rammarico, siamo molto scossi per quanto avvenuto – dice Marina Riccio, dirigente alla Marino Guarano – La scuola si interroga, come sempre, in presenza di simili episodi, ma non deve essere solo il mondo scolastico ad interrogarsi. Il disagio che emerge da questa grave vicenda appartiene all’intera comunità, da soli non possiamo farci alcuna domanda. L’istituto si muove da tempo per promuovere la legalità, favorendo un ambiente sicuro per gli studenti. Ma ripeto, da soli non possiamo farcela, perché sono necessarie sinergie e strategie comuni al fine di trovare le soluzioni più idonee. Si è trattato di un episodio inaspettato, pur lavorando in una comunità di periferia; quanto accaduto non ci ha fatto certo piacere”. Il drammatico episodio si inserisce nel contesto di giorni sanguinosissimi dove il coltello troppo spesso diventa il prolungamento della mano. Non solo in classe ma anche in una tranquilla giornata di mare oppure nelle serate della movida.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.