Il vaccino anti-covid Johnson&Johnson va ad aggiungersi a quelli Pfizer-BioNTech, Moderna e AstraZeneca. Il quarto che dovrebbe diventare disponibile a breve in Unione Europea dopo l’approvazione da parte dell’Agenzia Europea per i Medicinali (Ema). Presto dovrebbe arrivare l’approvazione anche da parte della Commissione Europea. Oggi si riunisce anche l’Agenzia Italiana del Farmaco.

Diverse le differenze per somministrazione, efficacia e conservazione del preparato dell’americana Janssen rispetto a quelli già disponibili e distribuiti in Europa. Johnson&Johnson, a differenza di Pfizer-BioNTech e Moderna, è meno costoso (meno di 10 euro) e non va conservato in potenti congelatori. Altro aspetto che faciliterà la distribuzione e l’inoculazione è che prevede la somministrazione di una sola dose.

J&J ha basato il suo vaccino su un adenovirus nel quale è stato inserito un gene contenente le istruzioni per produrre una proteina del coronavirus. L’efficacia del preparato è stata rilevata da alcuni studi resi noti a fine gennaio dopo la terza e ultima fase di sperimentazione. In quel caso era stata riportata un’efficacia media del 66%. Esito diverso a seconda di dove è stata condotta la sperimentazione.

Il vaccino è stato sperimentato negli Stati Uniti, in Sudamerica e in Sudafrica. E ha fatto riscontrare un’efficacia del 72% degli Usa, del 66% in Sudamerica e del 57% in Sudafrica. In generale J&J ha ridotto le forme gravi di covid dell’85%. Le analisi hanno coinvolto 44mila partecipanti.

Pfizer e Moderna dopo la dose di richiamo hanno una percentuale del 95%. AstraZeneca dell’82,4%. J&J è stato approvato il 24 febbraio dalla Food and Drug Administration (FDA) americana. Il governo statunitense aveva stretto un accordo per 100 milioni di dosi. La Commissione Europea ha contrattato 200 milioni di dosi per il 2021, 55 milioni di dosi sono attese entro il secondo trimestre, di queste 26 dirette in Italia. Le notizie su eventuali ritardi nelle forniture, riportate dall’agenzia Reuters, sono state in parte smentite dalla società. L’Ue ha contrattato un’opzione per ulteriori 200 milioni di dosi. Le prime dovrebbero arrivare nel mese di aprile.

“Il nostro vaccino è stato testato in Sudafrica e si è dimostrato efficace contro la variante. Con una sola dose offre elevata protezione dalla malattia severa e completa protezione da morte e ospedalizzazione. Ora sono in corso studi sulla doppia dose”, ha detto al Corriere della Sera Paul Stoffels, vicepresidente del Comitato esecutivo e direttore scientifico di Johnson&Johnson. Stoffels ha garantito la durata dell’immunità dopo una dose di almeno un anno.

Gli studi compiuti in Sudamerica e in Sudafrica hanno provato un’efficacia alta contro le ospedalizzazioni. Un aspetto che fa ben sperare nel contrasto alle varianti. Non sono stati riscontrati particolari effetti avversi, se non febbre e dolori nel luogo di inoculazione trattabili con paracetamolo o altri anti febbrili, ha detto la società. Gli effetti collaterali di Pfizer e Moderna includono gonfiore nel sito di iniezione, stanchezza, brividi e dolori muscolari. Raramente febbre. Dolori muscolari e febbre anche nel caso di AstraZeneca per circa 24 o 48 ore. La seconda dose di Pfizer va somministrata dopo 21 giorni, Moderna 28, AstraZeneca 3 mesi.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.