Roman Abramovich ha deciso di vendere il Chelsea. La conferma è arrivata oggi, nel tardo pomeriggio, dopo giorni di pettegolezzi proprio dallo stesso magnate russo, patron della squadra dei Blues di Londra. “È stata una decisione incredibilmente difficile, ma l’ho presa nell’interesse della società. Non sarà una cessione super veloce, ma necessiterà dei suoi tempi”, si legge nel comunicato diffuso. La notizia nella notizia però, in questi giorni di guerra tra Russia e Ucraina riguarda il fatto che Abramovich ha “dato mandato al mio team di costituire un ente benefico al quale verranno devoluti tutti gli utili derivanti dalla cessione del club. La nuova fondazione sarà a favore di tutte le vittime della guerra in Ucraina“.

Abramovich non è stato colpito dalle sanzioni imposte dal Regno Unito, dall’Unione Europea e dall’Occidente a Mosca per l’invasione dell’Ucraina. Quindi l’annuncio non può essere apparentemente e direttamente collegato all'”operazione militare” annunciata dal Presidente Vladimir Putin per “smilitarizzare” e “denazificare” l’Ucraina. La settimana scorsa, dopo l’inizio delle operazioni, non era passato inoltre inosservato un post su Instagram della figlia Sofia, critico con l’invasione. Il magnate ha sempre negato di essere molto vicino a Putin, com’è stato spesso definito, ma comunque non ha rilasciato alcun commento pubblico. A sorpresa era comparso nella delegazione dell’Ucraina ai negoziati di pace in Bielorussia: la sua presenza era stata voluta da Kiev. I colloqui riprenderanno domani tra le due delegazioni. Non è stato chiarito se ci sarà anche il patròn dei Blues.

Abramovich aveva comprato il Chelsea per 150 milioni di euro nel 2003. Quell’acquisto era stato l’inizio di una nuova era per i Blues e anche per la Premier League inglese. La squadra è diventata tra i top club al mondo, si è potuta permettere campagne acquisto faraoniche coronate da cinque titoli nazionali e da due vittorie in Champions League – l’ultima proprio nella stagione 2020-2021, i Blues sono campioni in carica della massima competizione continentale.

Era trapelata recentemente la voce secondo la quale Abramovich avesse intenzione di cedere la gestione ordinaria del club aglli amministratori fiduciari dell’ente benefico legato allo stesso club. La smentita di un’imminente cessione era stata subito seguita dalle parole del milionario svizzero Hansjorg Wyss. “Come tutti gli oligarchi russi, (Abramovich) è nel panico – ha detto il milionario, titolare di un patrimonio personale di quasi cinque miliardi di euro -, sta cercando di vendere tutte le sue residenze in Inghilterra, e vuole anche liberarsi del Chelsea alla svelta. Io, come altre tre persone, abbiamo ricevuto un’offerta da Abramovich per acquistare il Chelsea. Al momento Abramovich sta chiedendo troppo, potrei immaginare di entrare nel Chelsea con altri partners, ma prima dovrei esaminare le condizioni generali“.

Proprio Wyss sarebbe uno dei primi interessati all’acquisto, secondo i media inglesi. Altro nome che è circolato è quello di Jim Ratcliffe, imprenditore della chimica considerato l’uomo più ricco del Regno Unito. Secondo la stampa britannica il prezzo del club si aggirerebbe intorno ai tre miliardi di euro, per Kpmg il valore sfiorerebbe invece i due miliardi. La valutazione non è stata comunque specificata da Abramovich, il quale ha già assicurato di non voler chiedere la restituzione dei prestiti accesi per i Blues. Si parla di rivoluzione in Premier League inglese considerando anche l’addio del Manchester United allo sponsor russo Aeroflot e la rinuncia dell’Everton alle sponsorizzazioni di tre società russe (USM, Megafon e Yota) dell’oligarca Alisher Usmanov, tutte nel mirino delle sanzioni.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.