Rai Storia non chiuderà. Dopo l’allarme dei giorni scorsi lanciato dal segretario di Vigilanza Rai e deputato di Italia Viva Michele Anzaldi, dal consiglio di amministrazione arrivano rassicurazioni.

Al termine della riunione di venerdì 30 ottobre, Rita Borioni, membro del CdA, annuncia la retromarcia: “Posso confermare quello che ho detto e ripetuto nei giorni scorsi. Rai Storia non chiuderà. Ci sarà un comunicato stampa dell’Azienda a breve che confermerà tutto ciò. Questa sera tutti davanti a Rai Storia” ha scritto sui social.

Nel comunicato successivo diffuso dalla Rai si legge: “Nel corso del consiglio di amministrazione della Rai, riunitosi oggi a viale Mazzini e presieduto da Marcello Foa alla presenza dell’amministratore delegato Fabrizio Salini, è stata aggiornata la situazione sull’emergenza coronavirus, l’attività della task force aziendale e gli impatti economici e finanziari. L’Amministratore delegato ha affermato che le ipotesi relative a chiusure o accorpamenti del canale Rai Storia e del canale Rai Sport sono riconducibili a simulazioni e scenari volti ad affrontare la situazione economica ma non c’è alcuna volontà di chiudere né accorpare i suddetti canali e ha anzi confermato l’impegno per rafforzare ulteriormente l’offerta culturale della Rai in un momento particolarmente difficile per il  Paese”.

Nei giorni scorsi è partita una mobilitazione sui social e anche una petizione su Change.org che in poche ore è arrivata a quasi 50mila adesioni. In campo personalità come il virologo Roberto Burioni e il cantautore Enrico Ruggieri, lo storico Giordano Bruno Guerri e il vicedirettore del Foglio Maurizio Crippa, il comico Ubaldo Pantani e un’istituzione culturale come la Fondazione Feltrinelli.

Soddisfatto Anzaldi che però non molla la presa:  “Su Rai Storia la consigliera Borioni ha detto che il Cda ha deciso che ‘non chiuderà’ e la conferma è arrivata anche dall’azienda, che ha parlato di ipotesi e simulazioni. Quindi il rischio che chiudesse era ampiamente fondato. Ora chiedano scusa tutti quei politici che dicevano che l’ipotesi non era in campo”.

“Grazie alla mobilitazione sui social e in rete – scrive il segretario di Vigilanza sui social – per ora Rai Storia sembra che sia salva, ma continuerò a vigilare. Ora i costi del piano per la chiusura del canale, richiesto ad una società esterna e a questo punto rigettato, vengano pagati dai dirigenti che hanno affidato l’incarico, a partire dall’amministratore delegato Salini. E’ inaccettabile che il canone degli italiani venga sperperato in questo modo”.